PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SUL FEDERALISMO.

Cedolare secca al 22-23% per gli immobili a canone libero con uno sgravio del 2-3% per gli inquilini. Compartecipazione all'Irpef per rimpinguare l'imposta municipale di trasferimento. Tassa di registrazione sugli immobili fantasma per chi non si mette in regola. Sono gli ingredienti principali della nuova ricetta sul fisco municipale che Roberto Calderoli sottoporrà martedì prossimo ai relatori di maggioranza (Enrico La Loggia, Pdl) e minoranza (Massimo Barbolini, Pd).
A illustrare le proposte di modifica su cui puntare per evitare lo stallo creatosi in commissione bicamerale dopo il passaggio di Fli all'opposizione è stato lo stesso ministro della. Ma con il passare delle ore i contorni del suo progetto cominciano a delinearsi meglio. In primis sulla cedolare secca.
Per andare incontro alle richieste del Pd e del finiano Mario Baldassarri il governo starebbe pensando di innalzare al 22-23% l'aliquota dell'imposta sostitutiva sui contratti di locazione a canone libero. Lasciando al 20% quella a canone concordato. Il 2-3% in più non resterebbe nelle casse dei comuni ma andrebbe a vantaggio degli inquilini attraverso una deduzione o detrazione di pari importo. Nell'ottica - spiega il presidente della commissione tecnica paritetica (Copaff) Luca Antonini - di «distribuire il beneficio su una fascia più ampia di popolazione».
In alternativa si potrebbe pensare di rendere strutturale il regime transitorio già previsto dal decreto fino al 2014. Entro quella data, infatti l'imposta di registro al 2% è assorbita nei contratti a canone concordato mentre è aggiuntiva al 20% in quelli a canone libero. In questo modo lo sgravio per gli inquilini sarebbe finanziato con l'imposta di registro.
Per superare i rischi di sperequazione del nuovo prelievo municipale (la cosiddetta Imu), denunciati dall'opposizione, Calderoli starebbe pensando di lasciare ai municipi interamente l'Imu di possesso e solo una compartecipazione, dal valore di 1 miliardo, per quella di trasferimento. Ad assicurare gli altri 4 miliardi attesi ci penserebbe la compartecipazione a un tributo più «perequato». Che, con tutta probabilità, sarà l'Irpef; l'opzione Iva è stata scartata per la difficoltà di individuare i gettiti dell'imposta sul valore aggiunto su base comunale.
Nel frattempo, per incentivare i comuni a perseguire gli evasori fiscali con più convinzione, si starebbe pensando ad altri due strumenti: l'introduzione di una tassa ad hoc per chi denuncerà il possesso di un'eventuale casa fantasma dopo la scadenza (prorogata di recente dal milleproroghe) del 31 marzo 2011; la possibilità per i sindaci di mettere a bilancio gli importi che contano di recuperare già all'atto dell'iscrizione a ruolo, come fa oggi lo stato, anzichè al momento dell'incasso.
Un messaggio di ottimismo sulle sorti della riforma è giunto ieri dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: il federalismo lo realizzeremo «nel mese di gennaio», ha dichiarato. «La Lega sollecita l'approvazione del federalismo fiscale - ha aggiunto Sacconi - e noi con loro ne condividiamo l'assoluta necessità». Ben più cauto il democratico Marco Causi: «La verità - ha sottolineato il vicepresidente della commissione bicamerale - è che il decreto proposto dal governo non è una vera riforma e minaccia anzi un grave periodo d'instabilità e insostenibilità per le finanze comunali».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2019>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio