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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA' 2011: CHIARIMENTI E METODI DI CALCOLO

Prime indicazioni sul nuovo Patto di stabilità interno degli enti locali. Una nota della Ragioneria generale dello stato del 27 dicembre scorso, disponibile sul sito internet http://www.rgs.mef.gov.it, ha infatti puntualizzato le modalità di determinazione degli obiettivi di province e comuni, alla luce delle (rilevanti) novità introdotte dalla legge di stabilità 2011 (legge 220/2010).
Questi gli aspetti salienti.
Obiettivo strutturale e obiettivi specifici
La circolare della Rgs conferma la sostanziale irrilevanza dell'obiettivo c.d. «strutturale», previsto dal comma 90 dell'art. 1 e consistente nel raggiungimento di un saldo finanziario di competenza mista pari a 0. Il vero obiettivo è, quindi, quello definito come «specifico», differenziato per ciascun ente, da calcolare secondo la procedura disciplinata dai commi 88, 91 e 92.
Il metodo di calcolo
Il punto di partenza è il calcolo della media degli impegni di spesa corrente registrata nel triennio 2006-2008, come desunti dai consuntivi. Nel triennio 2011-2013 ogni ente dovrà conseguire un saldo di competenza mista non inferiore al valore ottenuto moltiplicando tale media per i coefficienti (differenziati per tipologia di ente e per anno) previsti dal comma 88. A tale valore va poi detratto l'importo della riduzione dei trasferimenti erariali determinata dall'art. 14, comma 2, della manovra estiva (dl 78/2010, convertito dalla legge 122/2010).
Per l'anno 2011, infine, è previsto un fattore di correzione finalizzato a dimezzare la distanza fra i nuovi obiettivi e quelli calcolati in base alla previgente normativa (art. 77-bis del dl 112/2008, convertito dalla legge 133/2008). La Rgs ha reso disponibile sul proprio sito internet dedicato al Patto un modello di calcolo in formato Excel che consentirà alle amministrazioni interessate di determinare i rispettivi obiettivi, inserendo nelle caselle attive (non colorate) i dati richiesti.
Il Patto regionale
Gli obiettivi calcolati mediante le tre descritte fasi potranno essere rimodulati dalle regioni, ai sensi di quanto previsto dai commi 138-143. Si tratta di una quarta fase, solo eventuale, che può innescarsi attraverso due differenti meccanismi:
1) il Patto regionale «verticale», che consente alle regioni di autorizzare un peggioramento del saldo programmatico degli enti locali del proprio territorio attraverso un aumento dei pagamenti in conto capitale, compensandolo con una riduzione di pari importo dell'obiettivo regionale di cassa o di competenza;
2) il Patto regionale «orizzontale», attraverso cui le Regioni possono operare compensazioni fra gli obiettivi di Province e Comuni, fermi restando le disposizioni statali in materia di monitoraggio e sanzioni e l'importo dell'obiettivo complessivamente determinato per gli enti locali di ciascuna regione.
L'obiettivo definitivo sarà, dunque, quello risultante dalle eventuali variazioni decise in sede di Patto regionale, verticale e/o orizzontale. I due meccanismi prevedono tempistiche e modalità parzialmente differenti: nel primo caso, gli enti locali dovranno comunicare, entro il 30 aprile (15 settembre nel 2011), l'entità dei pagamenti che potrebbero effettuare nel corso dell'anno ad Anci, Upi e alle regioni di appartenenza, che dovranno decidere entro il 30 giugno (31 ottobre nel 2011); nel secondo caso, le regioni dovranno intervenire entro il 30 giugno (31 ottobre nel 2011), attenendosi, oltre che ai criteri stabiliti (a livello decentrato) in sede di Consiglio delle autonomie locali, anche a quelli che saranno stabiliti (a livello centrale) con decreto del ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata.
Le misure correttive del nuovo Patto
La procedura di calcolo sopra illustrata dovrà essere aggiornata non appena sarà emanato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze e d'intesa con la Conferenza stato-città e le autonomie locali, previsto dal comma 93, che stabilirà misure correttive finalizzate a distribuire in modo più equo il contributo dei diversi enti alla manovra.
FONTE: ITALIA OGGI

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