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NOVITÀ NORMATIVE

PER I SINDACI IL FEDERALISMO E' UN RISCHIO.

Obiettivo del federalismo è quello di arrivare a un'amministrazione pubblica finalmente moderna coniugando le responsabilità di governo locale con l'autonomia, anche finanziaria, che permette ai sindaci di decidere per essere poi giudicati dai cittadini sulla base del loro operato.
Da questo punto di vista i Comuni, e quelli lombardi in particolare, si aspettano molto dalla riforma in corso; non possiamo però far passare in secondo piano il fatto che il federalismo inizia al culmine di un biennio 2009-2010 fortemente penalizzante e per certi versi vessatorio nei nostri confronti, che è andato esattamente nella direzione opposta a quella del federalismo, sottraendo e rendendo instabili le risorse ai Comuni, e mettendo continuamente in discussione l'autonomia decisionale di questi ultimi.
Non dimentichiamoci che la Finanziaria comporta tagli ai Comuni per 1,5 miliardi di euro nel 2011 e 2,5 miliardi dal 2012, oltre al patto di stabilità che bloccherà nelle nostre casse 2,8 miliardi per gli investimenti del 2011.
Allora ci si chiede anche con quali fondi verrà realizzato questo federalismo fiscale. Non si conosce ancora il gettito effettivo di imposta municipale unica e cedolare sugli affitti. Anzi, secondo le proiezioni avanzate da Anci, queste non basteranno a coprire i trasferimenti statali, neppure considerandoli al netto dei tagli operati per il 2011.
I Sindaci, senza risorse, saranno allora costretti a tagliare ulteriormente servizi, o in alternativa ad alzare le tasse locali per poterli garantire. Ferma restando la volontà di questo governo di abolire l'Ici sulla prima casa, e partendo dalla considerazione che lo strumento della tassazione sugli immobili resta comunque il più adeguato a misurare la ricchezza di un territorio, sarà però necessario prevedere una compartecipazione comunale all'Irpef, che garantisca anche una maggiore spalmatura dei tributi sul territorio, visto che i servizi comunali non possono essere pagati solo da chi possiede una seconda casa o dagli affitti. Guardiamo anche con favore alla possibilità di prevedere un contributo per il soggiorno dei turisti.
Il punto comunque sarà quello di arrivare in tempi brevi a risorse certe, senza che ci sia ogni anno la necessità di snervanti trattative con altri livelli comunali su materie che competerebbero ai Comuni e solo a loro.
Attenzione però a eccedere con le misure di transizione: non vorremmo che il fondo di perequazione transitorio, che raccoglierà i tributi locali e li distribuirà ai Comuni finisse per diventare stabile e durare in eterno.
Soprattutto, non vorremmo che la perequazione, pur necessaria per evitare picchi di eccessiva disparità nel trattamento dei Comuni, si trasformasse piano piano in uno strumento per reintrodurre la copertura della spesa storica. Altrimenti si sarà cambiato tutto per non cambiare niente, secondo una tradizione tutta italiana che di moderno ha ben poco.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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