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NOVITÀ NORMATIVE

LA CASSAZIONE CHIUDE LA PARTITA DEI FABBRICATI RURALI.

Per la questione fabbricati rurali e l'Ici è la Cassazione ad aver scritto la parola fine e dunque riconosce la ruralità e l'esenzione Ici per i fabbricati iscritti in categoria A/6 e D/10 . Ne è convinta il sottosegretario al ministero dell'economia Sonia Viale rispondendo, in commissione finanze della Camera, a una interrogazione di Alberto Fluvi e Ivano Strizzolo (entrambi Pd) sull'orientamento del governo in merito alla rilevanza che la categoria catastale assume per la qualificazione dei fabbricati rurali e la relativa applicazione dell'imposta comunale sugli immobili (Ici), Per il sottosegretario, infatti, «non paiono sussistere in materia residui dubbi interpretativi per effetto delle ripetute affermazioni giurisprudenziali della corte di cassazione».
Nella risposta dunque si ricorda che la Cassazione ha proposto a partire dal 2009, un orientamento consolidato inizialmente con le sezioni unite e poi successivamente con pronunce della sezione tributaria fino ad arrivare all'ultima sentenza sull'argomento dell'8 ottobre 2010.
Nelle sentenze i giudici hanno scritto che la ruralità non può essere riconosciuta solo qualora i fabbricati rurali siano accatastati nella categoria A/6 o D/10 a seconda che siano rispettivamente abitativi o strumentali all'esercizio dell'attività agricola. E aggiunge il sottosegretario sempre in tema di Ici la corte ha affermato che «l'immobile sia iscritto nel catasto fabbricati come rurale con attribuzione della categoria (A/6 e D/10) in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti di ruralità (...) non è soggetto ad imposta.
Per il sottosegretario all'economia quindi: «si può affermare che si sia ormai consolidato un nuovo orientamento giurisprudenziale, di cui si è innanzi fatto cenno, a cui nel tempo si stanno attenendo sia gli enti locali sia i contribuenti». Per chi non ha avuto, dunque la qualifica di rurale, il sottosegretario lascia aperta la strada ai fini dell'esenzione Ici dell'impugnazione della classificazione operata per ottenerne la relativa variazione, «evidentemente» aggiunge, «dimostrando l'effettiva sussistenza dei requisiti di ruralità occorrenti per giustificare la variazione dell'accatastamento». Ieri è arrivata una nota di Confagricoltura dove si attende «l'approvazione di un emendamento che risolva definitivamente l'annosa questione, in modo da considerare rurale qualsiasi fabbricato utilizzato nello svolgimento dell'attività agricola, indipendentemente dalla categoria catastale attribuita».
FONTE: ITALIA OGGI

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