PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

LE NORME DELLA RIFORMA BRUNETTA DEVONO ESSERE APPLICATE.

Nessuno stop alle norme della riforma Brunetta (legge 15 e decreto legislativo 150 del 2009) che regolano la contrattazione collettiva nazionale e integrativa per i pubblici dipendenti. Lo prevede un decreto legislativo di interpretazione autentica approvato ieri, sia pur con la formula « salvo intese», dal consiglio dei ministri. Ora il provvedimento presentato dal ministero della Pa e l'Innovazione dovrà essere messo a punto definitivamente con l'Economia per poi passare il vaglio della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari. A palazzo Vidoni il passaggio del decreto è stato commentato come una vittoria all''80%, visto che fino alla vigilia i timori erano per un rinvio a causa della forte pressione dei sindacati sul tema.
Nella pratica le correzioni (all'articolo 65 del decreto 159) confermano che sono già in vigore le norme che attribuiscono ai dirigenti i poteri di «datore di lavoro pubblico» e che sostituiscono alla vecchia concertazione dei provvedimenti organizzatori la semplice «informazione» ai sindacati.
Per i contratti integrativi, invece, l'adeguamento alla riforma è necessario solo per quelli già in vigore il 15 novembre 2009 (data di entrata in vigore del 150) mentre per tutti i contratti sottoscritti successivamente la riforma si applica in via immediata e fin dalla nascita dell'accordo, senza bisogno di successivi adeguamenti. Solo le disposizioni sul procedimento di approvazione dei contratti collettivi nazionali si applicheranno, infine, dalla prossima tornata negoziale.
Con queste integrazioni, una volta approvate in via definitiva, dovrebbero essere fugati i dubbi interpretativi che erano sorti e che, in qualche caso, avevano prodotto ricorsi e qualche sentenze avversa per le scelte di alcune amministrazioni. «Il ministro Brunetta si cimenta nell'ennesima prova di forza contro il lavoro» è stato il commento di Michele Gentile, responsabile del dipartimento settori pubblici della Cgil.
Ieri il consiglio dei ministri ha anche approvato l'ipotesi di contratto collettivo nazionale dei segretari comunali e provinciali e l'ipotesi di contratto che proroga i termini per l'opzione tra trattamento di fine servizio e trattamento di fine rapporto ai fini dell' adesione ai fondi di previdenza complementare di comparto per tutti i dipendenti pubblici. Il termine ultimo era scaduto il 31 dicembre scorso, e con il nuovo contratto Aran verrà riaperto per altri cinque anni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio