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NOVITÀ NORMATIVE

CON IL RINNOVO DEI CDA I CONSORZI DEVONO ESSERE SOPPRESSI.

La soppressione obbligatoria dei consorzi di funzioni tra enti locali produce effetti in concomitanza con il primo rinnovo del consiglio di amministrazione successivo al 1° gennaio 2011. Sono soggetti alle regole restrittive sia il consorzio costituito per la gestione dei servizi sociali ex legge 328/2000, sia il consorzio per lo svolgimento in forma associata del servizio di polizia locale. Il comune, nel caso di scioglimento, può continuare la gestione associata mediante unione di comuni o convenzione.
Le indicazioni sono arrivate, a fine 2010, dalle sezioni regionali della Corte dei conti, chiamate a rispondere ai quesiti dei comuni alle prese con l'obbligo introdotto dalla finanziaria 2010 (articolo 2, comma 186, lettera e) della legge 191/2009) e successivamente corretto dal decreto legge 2/2010, che ha fatto salvi i consorzi imbriferi montani (Bim), istituiti ai sensi dell'articolo 1 della legge 959/53.
I consorzi possono essere costituiti «per la gestione associata di uno o più servizi e per l'esercizio associato di funzioni», secondo le norme previste per le aziende speciali (articolo 31 del Dlgs 267/2000). A livello operativo occorre pertanto individuare i «consorzi di funzioni», che, a differenza dei «consorzi di servizi», sono stati inclusi fra le strutture ritenute produttive di costi per l'ente locale e meritevoli di soppressione.
A battezzare il consorzio intercomunale con finalità socio-assistenziali come consorzio di funzioni era già intervenuta la Corte dei conti per la Campania (deliberazione 118/2010), sulla base della legge 328/2000, che dichiara i comuni titolari delle funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello locale.
Anche il consorzio che fornisce il servizio di polizia locale rientra, per la magistratura contabile lombarda (parere 1082/2010) fra quelli da sopprimere. In questo settore, infatti, la legge quadro sull'ordinamento della polizia municipale ha affidato le funzioni ai comuni, lo svolgimento del servizio è espressione del potere autoritativo della pubblica amministrazione e si manifesta in atti a contenuto decisorio e sanzionatorio.
La novità giurisprudenziale più importante riguarda l'interpretazione relativa alla decorrenza degli effetti, che si applicano «dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo». Il termine «enti», che appare volutamente generico, indica, secondo una lettura logico-sistematica, i singoli consorzi oggetto della prescrizione (deliberazione 101/2010 della Corte dei conti Piemonte); pertanto, l'obbligo di scioglimento ha efficacia dalla data di scadenza del cda. Mentre la lettura più diffusa della norma riteneva che si applicasse in relazione al rinnovo dei consigli comunali, da qui i dubbi su come fare nei casi di enti con scadenze elettorali diverse.
Si ricorda che è consentito l'esercizio associato di funzioni mediante convenzione o unione, da parte dei comuni che abbiano una popolazione superiore a 5mila abitanti. La scelta, proseguono i magistrati piemontesi, è rimessa all'ente che deve effettuare le valutazioni alla luce dei principi di efficacia, efficienza ed economicità. Sulla sorte del personale che presta la sua attività nel consorzio in via di scioglimento, infine, la finanziaria stabilisce il diritto al mantenimento dell'impiego, pertanto gli enti che reinternalizzano il servizio in precedenza svolto dall'organismo partecipato si dovranno accordare sulle modalità del trasferimento (deliberazione 1079/2010 della Corte dei conti Lombardia).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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