PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

LA TASSA SUI TELEFONINI NON E' DA PAGARE E DEVE ESSERE RIMBORSATA DALLO STATO.

Per la tassa telefonini il diritto al rimborso è riconosciuto anche ai privati. La concessione governativa (Tcg) sui servizi di telefonia mobile in capo ai municipi non è dovuta per un duplice motivo: da un lato i comuni sono da considerarsi pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'articolo 1, comma 2 del dlgs n. 165/2001, e quindi andrebbero esclusi dal tributo in esame; dall'altro lato, va rilevata l'intervenuta abrogazione (implicita) della normativa che regolamentava la tassa, per effetto del nuovo Codice delle telecomunicazioni elettroniche (dlgs n. 259/2003).
In tale ottica, la possibilità di chiedere agli Uffici il rimborso si apre anche ai privati. È quanto ha affermato la commissione tributaria regionale del Veneto con la sentenza n. 05/01/11, depositata lo scorso 10 gennaio, che ha respinto l'appello proposto dall'amministrazione finanziaria. La pronuncia in commento, confermando l'orientamento della Ctp di Vicenza, ha accertato l'illegittimità della tassa sui cellulari, aggiungendo un nuovo tassello a un puzzle che ha visto circa un centinaio di ricorsi presentati dai sindaci del Nord Italia, mandando in archivio il primo verdetto emesso a livello regionale.
Tuttavia, la sentenza non si è limitata a ribadire la fondatezza del rimborso in favore delle amministrazioni comunali di Arsero, Malo e Santorso (provincia di Vicenza) della Tcg versata negli ultimi tre anni, ma ha accertato l'illegittimità in generale della tassa, aprendo quindi la possibilità anche per i privati di richiedere il rimborso triennale. L'impianto giuridico a sostegno della tesi dei sindaci è il medesimo già presentato in primo grado. Peraltro, va segnalato che nelle varie Ctp di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, le sentenze favorevoli ai comuni sono state 76, mentre le vittorie del Fisco sono state solamente tre. Complessivamente, la somma algebrica dei valori dei singoli contenziosi si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro. Riguardo ai singoli procedimenti, si segnalano singoli rimborsi della Tcg disposti a Padova (250 mila euro) e Verona (200 mila).
I giudici tributari regionali del Veneto, oltre a negare la soggettività passiva alla tassa dei comuni (in quanto articolazioni territoriali dello Stato), arrivano a dichiarare l'illegittimità tout court della Tcg, rilevando (come già aveva fatto la maggior parte dei collegi provinciali) l'abrogazione implicita della norma. Il dlgs n. 259/2003 non ha cancellato esplicitamente l'articolo 21 della tariffa allegata al dpr n. 641/1972, che include tra gli atti soggetti a Tcg le licenze per l'impiego «per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione».
L'Agenzia delle entrate, infatti, sostiene che tale articolo 21 è ancora in vigore, così come, analogamente, l'articolo 3 del dm n. 33 del 13 febbraio 1990. Tuttavia, sottolinea la Ctr Veneto, il nuovo Codice delle telecomunicazioni ha aperto alla privatizzazione dei servizi. Tale processo ha avuto come principale conseguenza «il passaggio dalla concessione (atto amministrativo di natura pubblicistica) al contratto, cioè ad uno strumento di diritto privato il quale presuppone una posizione di parità tra i contraenti».
Pertanto, concludono i giudici veneziani, «bisogna concludere che con il dlgs 259/2003 è stata abrogata tacitamente tutta la normativa basata sul presupposto di un rapporto concessionario di tipo pubblicistico». Non esplica effetto neppure il dm 13 febbraio 1990, che ugualmente presuppone il regime della concessione, poiché si tratta di una fonte di diritto di rango inferiore a quello di una legge e quindi non può derogarvi. Da qui il rigetto del ricorso delle Entrate e la conferma del verdetto favorevole ai comuni.
«Siamo molto soddisfatti di questa prima sentenza di appello. La Ctr ha confermato in toto le ragioni giuridiche che noi sosteniamo e che per altro erano state accolte in maniera predominante in primo grado», commenta l'avvocato Emanuele Mazzaro, difensore dei comuni ricorrenti (rappresentati dalle strutture locali dell'Anci), «sappiamo che diverse altre associazioni si stanno muovendo per chiedere il rimborso.
Peraltro la Ctr Veneto ha accertato chiaramente che la tassa non deve essere pagata perché illegittima. Anche per i clienti privati». Infine, si segnala che la vicenda è finita nei mesi scorsi anche sotto la lente della Corte di giustizia Ue, dopo che la Ctp di Taranto aveva rinviato ai giudici del Lussemburgo il fascicolo relativo a un contenzioso analogo. La sentenza comunitaria è attesa per il mese di marzo.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<ottobre 2017>
lunmarmergiovensabdom
2526272829301
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
303112345
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio