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NOVITÀ NORMATIVE

RINVIO DEI DECRETI NEL "MILLEPROROGHE".

Alla fine la richiesta di proroga semestrale per l'intera riforma federale è arrivata, sotto forma di emendamento targato Futuro e Libertà al decreto milleproroghe in discussione al Senato.
La richiesta, conferma Mario Baldassarri, sarà depositata oggi, termine per la presentazione dei correttivi, e sarà appoggiata da Terzo Polo e Pd, anche se l'esame del provvedimento nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio dà a Pdl e Lega la maggioranza. Dal canto suo, anche Legautonomie chiede «più tempo, per evitare modifiche solo superficiali».
Non è solo il calendario, comunque, a intrecciare il lavoro sulla legge di conversione del decreto di fine anno con le sorti del federalismo municipale. I sindaci hanno molte partite aperte nel provvedimento, e l'arrivo di qualche risposta su quel fronte potrebbe aiutare il giudizio sul fisco federale. Non a caso l'associazione dei comuni ha registrato nei giorni scorsi «la volontà del governo di esaminare le richieste», contenute in un pacchetto di 35 pagine di emendamenti.
Due le questioni centrali: l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente e i limiti all'indebitamento.
Sul primo punto il braccio di ferro è in corso da mesi, perché i comuni chiedono di poter continuare ad alimentare le uscite correnti con il 75% delle entrate chieste a chi costruisce o ristruttura un immobile. La possibilità, concessa da una proroga scaduta a fine 2010, è stata utilizzata da più di metà dei comuni (solo i capoluoghi nei preventivi dell'anno scorso hanno registrato uno squilibrio corrente da un miliardo di euro), e il primo via libera contenuto nel decreto approvato a fine anno da solo serve a poco: il rinvio, come tutto il milleproroghe 2010, è limitato al 31 marzo, ma per sostenere i conti locali deve essere esteso almeno a fine anno. Gli emendamenti Anci chiedono una proroga triennale, mentre nella fase di costruzione della legge di stabilità il governo aveva manifestato l'intenzione di limitare progressivamente una deroga che non rispetta i principi di contabilità (le uscite stabili vanno finanziate con entrate certe) e spesso non aiuta un utilizzo ordinato del territorio.
La progressività è il tema al centro anche dei limiti all'indebitamento, che la legge di stabilità ha dimezzato. Le nuove regole impediscono nuovi mutui agli enti che dedicano alla spesa per interessi più dell'8% delle entrate da tributi, tariffe e trasferimenti (prima era il 15%), e l'Anci chiede una discesa morbida al 12% nel 2011, 10% nel 2012 e 8% dal 2013.
Nell'elenco di richieste comunali trova spazio anche lo sblocco delle addizionali (ma il governo sembra escludere che sia questa la strada normativa da seguire) e una serie consistente di nodi operativi: oltre alla questione Tarsu/Tia (qui l'ipotesi è di congelare a tutto il 2011 le scelte effettuate negli anni scorsi a livello locale) c'è il problema delle Autorità d'ambito su acqua e rifiuti, che prima di poter tramontare attendono le scelte regionali sulla riassegnazione delle competenze, e quello del personale nei piccoli comuni. Il blocco del turn over, che impone di aspettare cinque uscite prima di effettuare un'assunzione, è di fatto impraticabile negli enti dove gli organici sono limitati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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