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NOVITÀ NORMATIVE

LOTTA ALL'EVASIONE: INSERITA L'IVA E AUMENTATA LA PERCENTUALE AI COMUNI.

Oggi il 33%, domani, col federalismo fiscale, il 50% (anche se le somme recuperate non sono ancora state riscosse a titolo definitivo) con la possibilità di arrivare al 75% delle sanzioni per la mancata regolarizzazione degli immobili fantasma. La fetta a disposizione dei comuni che vorranno collaborare con l'Agenzia delle entrate nella lotta all'evasione fiscale diventa sempre più appetibile. Anche perché il paniere di tributi su cui sarà calcolata la quota spettante ai municipi sarà molto ampio.
Oltre a Irpef, Ires, imposte di registro e imposte ipotecarie e catastali, anche l'Iva sarà oggetto delle segnalazioni qualificate dei sindaci. Giulio Tremonti del resto è stato chiaro: «in un paese con 4,8 milioni di partite Iva i comuni devono rimboccarsi le maniche». Ma per farlo i sindaci avevano bisogno del decreto del Mef che indicasse loro fin dove potevano spingersi nell'attività di collaborazione con gli 007 fiscali. Un problema non da poco, quello dell'assenza del decreto attuativo, che già aveva condizionato il primo tentativo di coinvolgere i municipi nella lotta all'evasione promosso da Tremonti nel 2005 (legge n.248).
E che ora rischiava di mettere in stallo anche la seconda puntata dell'intesa fisco-comuni a cui la manovra estiva del 2010 ha dato nuovo impulso. Il decreto, previsto dall'art.18, comma 7 del dl 78/2010, è in avanzata fase di elaborazione. Sul testo si stanno confrontando in questi giorni i tecnici del dipartimento delle finanze del Mef e i rappresentanti dell'Anci, anche se ieri la discussione è stata frenata dal contemporaneo impegno dell'Associazione dei comuni sul fronte caldo del federalismo fiscale.
Per il momento lo stato dell'arte dell'alleanza fisco-comuni parla di 10.700 segnalazioni inviate in due anni (2009-2010) alle direzioni provinciali dell'Agenzia delle entrate, di cui 1.700 già lavorate, 2.000 archiviate e 7.000 ancora in lavorazione. L'80% di queste segnalazioni è arrivato dall'Emilia-Romagna (regione all'avanguardia in tal senso), ma trend di crescita significativi si sono registrati anche in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Marche e Umbria. Mentre il Lazio e le regioni meridionali continuano a restare indietro.
Le «soffiate» dei sindaci hanno consentito all'Agenzia delle entrate di accertare 16,2 milioni di euro di maggiore imposte, di cui 1,9 milioni effettivamente riscossi. Numeri che possono sembrare esigui se confrontati con i volumi dell'evasione fiscale, ma destinati a crescere rapidamente quando la partecipazione dei comuni alla lotta ai furbetti fiscali diventerà più incisiva.
E dovrà diventarlo perché, come ha ricordato ieri Attilio Befera, «la lotta all'evasione non può farla solo l'Agenzia delle entrate». Il numero uno di via Cristoforo Colombo ha annunciato che da parte del dipartimento delle finanze è in corso di emanazione il provvedimento che consentirà di devolvere ai comuni gli importi già riscossi. Il decreto doveva essere esaminato ieri in sede tecnica dalla Conferenza stato-regioni, ma anche in questo caso la tabella di marcia del federalismo fiscale ha prevalso. Il testo tornerà in Stato-Regioni il 10 febbraio per un confronto che però a quel punto sarà tutto politico. Dopo di che i sindaci potranno finalmente vedere i primi frutti di quanto possa essere conveniente dare una mano al Fisco a stanare gli evasori.
FONTE: ITALIA OGGI

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