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NOVITÀ NORMATIVE

FEDERALISMO: NOVITA' SU IMU E ADDIZIONALE IRPEF.

Formalmente l'intesa tra governo e comuni ancora non c'è. Ma sostanzialmente le parti sono molte più vicine di quanto non dicano la prudenza di rito manifestata da ambo i lati. Prova ne è l'accoglimento da parte dell'esecutivo di quasi tutte le modifiche al fisco municipale proposte dai sindaci. A cominciare dallo sblocco entro tre mesi delle addizionali Irpef fino allo 0,4% e alla fissazione già nel decreto dell'aliquota dell'imposta municipale (Imu) sul possesso nella misura del 7,6 per mille.
Trovare la quadra non è stato semplice. L'ufficio di presidenza dell'Anci, convocato per la tarda mattinata di ieri, si è concluso senza esprimere una posizione netta sul decreto. Per sciogliere gli ultimi nodi una delegazione di sindaci, guidata dal presidente dell'associazione Sergio Chiamparino, si è recata al ministero dell'Economia dove ha incontrato, oltre al padrone di casa Giulio Tremonti, il responsabile della Semplificazione, Roberto Calderoli. Il confronto che ne è seguito è durato circa tre ore.
Il primo a lasciare via XX settembre è stato Tremonti alla volta della Camera. Seguito qualche minuto dopo da Chiamparino che aveva un aereo in partenza. Il primo cittadino torinese ha parlato di «trattativa in stallo» e ha ricordato come i temi ancora in ballo fossero quelli noti: addizionale Irpef, contributo di soggiorno e aliquota dell'Imu sul possesso. Qualche dettaglio in più l'ha fornito il sindaco della capitale, Gianni Alemanno che ha parlato della possibilità di sbloccare l'addizionale «solo per i comuni al di sotto della soglia dello 0,4%». L'ultimo a uscire è stato Calderoli che, nel recarsi a San Macuto per partecipare alla riunione serale della bicamerale, si è detto «fiducioso» sulla possibilità di arrivare a un accordo.
L'eventuale formalizzazione ci sarà oggi pomeriggio quando il relatore di maggioranza dovrebbe presentare una versione riveduta e corretta del suo parere sul dlgs che la commissione sarà chiamata a votare giovedì prossimo. Al suo interno troveranno spazio le modifiche concordate con i primi cittadini. A cominciare da quelle già decise nei giorni scorsi: dalla fissazione al 20% della quota di compartecipazione del gettito generato dalla cedolare secca sugli affitti alla decisione di demandare a un provvedimento successivo sia la risoluzione della diatriba Tarsu/Tia sia il meccanismo di funzionamento del fondo perequativo che dal 2014 sostituirà quello di «riequilibrio» disciplinato nel decreto.
In quella sede dovrebbe trovare spazio anche la misura più cara ai sindaci: lo sblocco già da quest'anno delle addizionale Irpef. Questa facoltà verrà concessa fino al tetto dello 0,4% ma l'aumento per il singolo municipio non potrà superare lo 0,2 per cento. Per garantire un certo automatismo ai sindaci, chiamati a chiudere i bilanci 2011 entro fine marzo, il decreto dovrebbe stabilire che se il decreto del presidente del consiglio (dpcm) con i dettagli dello "scongelamento" non arrivasse entro 90 giorni, i primi cittadini potrebbero comunque disporlo.
Un meccanismo analogo dovrebbe interessare la tassa di soggiorno fino a 5 euro su ogni notte trascorsa in albergo. Il dpcm che dovrà parametrarla in base a struttura ricettiva periodo di soggiorno, categoria di beneficiario dovrà arrivare entro tre mesi. In caso contrario i sindaci potranno comunque introdurla. Sarà invece stabilita già dal decreto l'aliquota d'ingresso dell'Imu sul possesso. il tetto dell'erede dell'Ici dovrebbe essere fissata al 7,6 per mille anziché all'8,5 stimato dai sindaci. Successivamente la commissione tecnica paritetica (Copaff) guidata da Luca Antonini verificherà la bontà di questa stima. Sempre la Copaff dovrà valutare la congruità dei gettiti dei tributi immobiliari devoluti che nel 2011 e 2012 non potranno essere inferiori ai trasferimenti soppressi ai municipi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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