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NOVITÀ NORMATIVE

FEDERALISMO: 11 MILIARDI PER I SINDACI.

II mosaico del federalismo municipale si arricchisce di un altro tassello. Alle modifiche concordate con l'associazione dei comuni e messe nero su bianco dal ministro Roberto Calderoli giovedì si sono aggiunte ieri le nuove stime della ragioneria generale dello stato (Rgs) sull'impatto finanziario del decreto. Che porterà nelle casse comunali 11,2 miliardi quest'anno e 11 nel 2012.
La stima è contenuta nella versione riveduta e corretta della relazione che la Ragioneria generale ha depositato ieri in bicamerale. Rispetto alla versione precedente vengono quantificati i gettiti dei tributi devoluti agli enti.
Più nel dettaglio, nel 2011, i sindaci si vedranno recapitare 1,3 miliardi dalla compartecipazione del 30% sui trasferimenti immobiliari, 708 milioni da bollo e registro sugli affìtti, 5,7 miliardi dall'Irpef sui redditi fondiari, 2,9 miliardi dalla compartecipazione del 2% all'imposta sui redditi e 527 milioni pari al 21,7% della cedolare secca. Parallelamente saranno soppressi n,2 miliardi di trasferimenti erariali. L'anno dopo il totale scenderà a 11 miliardi, compresi i 614 milioni dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica soppressa. E altrettante saranno le risorse che finiranno nei forzieri dei municipi.
Al tempo stesso sono stati rivisti gli impatti finanziari della cedolare secca e dell'imposta municipale sul possesso (Imu). Con l'abbassamento dal 23 al 21% dell'aliquota sui canoni liberi e dal 20 al 19% su quelli concordati il gettito atteso dalla tassazione forfettaria sulle locazioni sarà di 3,1 miliardi nel 2011, per poi passare a 3,5 e 3,9 nel biennio successivo. Ma, hanno sottolineato i tecnici di via XX Settembre, la copertura ci sarà lo stesso grazie ai 548 milioni incamerati il primo anno grazie all'emersione dal nero, che diventeranno 912 nel 2012 e 1,2 miliardi nel 2013. Quanto all'Imu, fissare l'asticella al 7,6 per mille porterà in dote ai primi cittadini 11,5 miliardi. Esattamente quanto incamerano oggi tra Ici e Irpef sugli immobili non locati.
Gli effetti finanziari della riforma, una volta superata la non facile prova parlamentare, sono destinati a dispiegarsi a tappe, secondo la scansione dell'entrata in vigore prevista per le diverse imposte.
Il compito di far debuttare davvero il nuovo fisco, secondo il calendario fissato dalla bozza di decreto, è affidato alla cedolare secca; per chi la sceglierà, una volta entrato in vigore il provvedimento, la tassa «piatta» sugli affitti riguarderà tutto l'anno d'imposta 2011, oltre a cancellare registri e bolle sui contratti e sulle loro proroghe o risoluzioni. Il proprietario che sceglie la cedolare si vedrà alleggerire anche il conto dell'addizionale, perché il reddito prodotto dal canone di affitto esce a tutti gli effetti dalla base imponibile su cui si calcola l'Irpef nazionale e quella locale.
L'addizionale Irpef è il secondo biglietto da visita del nuovo federalismo, ma non per tutti. La disciplina definitiva del «parziale e graduale» superamento del blocco alle addizionali è lasciata a un Dpcm, ma per consentire ai sindaci di ritoccare la leva fiscale anche se il decreto non dovesse vedere la luce, il provvedimento sul federalismo municipale introduce una disciplina automatica: i contribuenti che abitano nei 3.543 comuni dove oggi l'Irpef locale non arriva al 4 per mille potranno vedersi chiedere più soldi rispetto all'anno scorso: i sindaci hanno tempo fino al 31 marzo per decidere.
Anche i turisti possono stare sicuri del fatto che già dalla prossima stagione il fisco locale toccherà anche loro. Anche in questo caso le regole dell'imposta sono affidate a un regolamento, ma una clausola automatica permette ai comuni di partire comunque 60 giorni dopo l'entrata in vigore del decreto, anche se il regolamento manca.
Più lunghi i tempi per la tassa di scopo e il nuovo prelievo sui rifiuti, per i quali l'intervento regolamentare è indispensabile: molto probabile che non se ne faccia nulla prima del 2012. L'imposta municipale, invece, comincerà a dare gioie ai proprietari e dolori alle imprese solo dal 2014, quando la riforma dovrebbe entrare a regime.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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