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NOVITÀ NORMATIVE

AI SINDACI 3 MILIARDI POTENZIALI, DALLE CASE FANTASMA.

Tocca ai comuni l'assalto finale alle case fantasma. La regolarizzazione degli immobili rimasti finora sconosciuti al catasto si chiuderà a fine marzo, grazie ai tempi supplementari del milleproroghe, ma rimarrà comunque un pacchetto di 800mila situazioni "sospette" da esaminare. Ecco perché, per incentivare l'impegno dei sindaci, il decreto sul federalismo municipale raddoppia in due mosse i premi per l'emersione, mettendo sul piatto un importo che - nella migliore delle ipotesi - può arrivare a 3 miliardi di euro.
Prima di tutto, il decreto moltiplica per quattro le sanzioni che il Territorio dovrà irrogare dal 1° aprile per gli immobili non dichiarati, così come per le variazioni di destinazione e di consistenza (non solo le case fantasma, quindi, ma anche le abitazioni diventate uffici e le migliaia di verande, portici e ampliamenti non accatastati). Inoltre, secondo passo, stabilisce che il 75% dell'importo delle sanzioni (e non più il 50%, come nelle versioni precedenti) andrà al comune nel cui territorio si trova l'edificio "incriminato".
Dati ufficiali non ce ne sono, ma le ultime stime lasciano pensare che siano state esaminate 1,1 milioni di «particelle» - le porzioni di mappe catastali - su un totale di 2 milioni, e che fino al 31 marzo si possa arrivare a 1,2 milioni. Da qui, le 800mila particelle che ancora mancherebbero all'appello. Se fosse confermato il trend dei primi accertamenti d'ufficio del 2010, questa cifra dovrebbe corrispondere a 500mila immobili da accatastare (non tutte le particelle, infatti, contengono edifici fantasma: ci sono anche tettoie mobili, teloni per l'agricoltura, lavori edilizi appena iniziati).
Con le nuove super-multe da 1.032 a 8.264 euro per edificio, il potenziale delle sanzioni va da 380 milioni a 3 miliardi di euro, da dividere in parti rigorosamente diseguali tra i sindaci. Premiando, ovviamente, i comuni in cui le irregolarità sono più diffuse. Basta pensare che in Campania e in Sicilia si trova il 30% di tutte le particelle individuate e nelle province di Avellino, Benevento, Vibo Valentia, Nuoro, Viterbo e Potenza ci sono più di 100 segnalazioni ogni mille abitanti.
I numeri effettivi dipendono dal livello delle sanzioni che il Territorio deciderà di applicare: finora la prassi ha tenuto al minimo il conto, ma va considerato che dal 1° aprile la scoperta di nuovi immobili sarà frutto di un'indagine, che le sanzioni devono in qualche modo "remunerare".
Quel che è certo, è che gli importi in gioco sono tutt'altro che trascurabili, soprattutto nei comuni ad alta densità di irregolarità. Per esempio, ad Ariano Irpino, il Territorio ha messo a fuoco 4.849 particelle a rischio: se il tasso di accertamenti-accatastamenti fosse identico a quello nazionale, le sanzioni frutterebbero da 900mila a 7 milioni di euro. Non male, per un comune di 23mila abitanti, dove i tributi locali non arrivano a 7 milioni all'anno.
L'emersione degli immobili non dichiarati, poi, si porta dietro la possibilità di accertare i tributi per i periodi d'imposta precedenti, che può far lievitare gli introiti.
Altro discorso, invece, è quello del gettito a regime. Nel 2010, i tecnici del Territorio hanno attribuito a ogni immobile fantasma una rendita catastale media di 587 euro. I risultati di questa prima tornata di accertamenti d'ufficio, però, dimostrano che solo il 33% degli edifici fantasma sono case (tra cui molte abitazioni principali esenti da Ici), mentre il resto è costituito da magazzini (28%), garage (23%), edifici in costruzione (6%) e altre tipologie di immobili (10%).
Per arrivare a un bilancio definitivo, quindi, bisogna aspettare la chiusura dell'operazione. E comunque, il recupero del gettito sarà una partita in salita. Accatastare un immobile non vuol dire sanarlo sotto il profilo urbanistico-edilizio, e senza un condono gli abusi più gravi restano tali. Ed è logico supporre che gran parte degli immobili che non hanno sfruttato l'opportunità della sanatoria catastale a basso prezzo presentino più di un problema (si trovano in zone vincolate, oppure su aree demaniali...).
Molti sindaci, una volta incassate le sanzioni, si troveranno quindi di fronte a un bel rebus: riscuotere i tributi, far intervenire le ruspe o far finta di non vedere? Fino a ieri la risposta coinvolgeva solo considerazioni di buon governo del territorio e consenso elettorale. Con il federalismo sarà in gioco anche l'equilibrio contabile.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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