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NOVITÀ NORMATIVE

MILLEPROROGHE IN FASE DI CONVERSIONE.

Dopo il federalismo il milleproroghe. Messa in cassaforte la vittoria politica sul fisco municipale, i comuni si preparano a dare battaglia sul disegno di legge di conversione del decreto legge n. 225/2010 all'esame del senato. Anche se dopo le aperture del sottosegretario all'economia, Alberto Giorgetti, sembra ormai certo che i sindaci otterranno le auspicate modifiche in materia di oneri di urbanizzazione e limiti all'indebitamento.
Oggi si saprà molto sulla sorte degli oltre 1.600 emendamenti depositati nelle commissioni affari costituzionali e bilancio di palazzo Madama (tra cui ha fatto capolino anche una versione riveduta e corretta di condono edilizio che consentirebbe di sanare le violazioni commesse entro il 31 marzo 2003). Le proposte di modifica dovranno passare al vaglio di ammissibilità dei presidenti Carlo Vizzini e Antonio Azzolini. Mentre sullo sfondo resta sempre in piedi la possibilità, tutt'altro che teorica, di un maxiemendamento del governo.
Quale che sia la soluzione tecnica verso cui si orienterà la maggioranza, i comuni otterranno la possibilità di utilizzare per tutto il 2011 (e non più solo fino al 31 marzo) il 75% degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Una partita che da sola vale circa 2 miliardi di euro e senza la quale molti sindaci non sarebbero in grado di chiudere i bilanci. L'intervento correttivo sanerebbe il pasticcio generato dal dl 225 che ha inserito nell'elenco delle proroghe automatiche di tre mesi anche lo slittamento di questo artificio contabile, nato come straordinario e divenuto nel tempo strutturale. Uno slittamento fino al 31 marzo non servirebbe a nulla perché i sindaci non potrebbero comunque finanziare la spesa corrente per i restanti nove mesi dell'anno.
Discorso diverso sul tetto all'indebitamento. In questo caso l'Anci chiede una revisione della norma inserita nella legge di stabilità 2011 (legge n. 220/2010) che vieta a tutti i comuni (anche quelli sotto i 5 mila abitanti) di contrarre prestiti e accendere nuovi mutui se la spesa per interessi supera l'8% delle entrate dei primi tre titoli del bilancio. Una misura particolarmente severa visto che la precedente disciplina (contenuta nel Tuel) prevedeva un tetto del 15% e risparmiava dalla stretta i mini-enti. Negli emendamenti depositati in senato l'Anci propone di arrivare gradatamente all'8% (nel 2013), applicando un tetto del 12% quest'anno e del 10% l'anno prossimo.
La sensazione è che entrambe le richieste possano trovare accoglimento. A confermarlo è stato anche il relatore per la quinta commissione, il senatore Pdl Gilberto Pichetto Fratin. «Ci stiamo ragionando, si tratta di due temi all'attenzione della maggioranza su cui c'è la volontà di trovare un accordo».
FONTE: ITALIA OGGI

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