PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

CONFERENZA STATO-CITTA' SUL DECRETO CORRETTIVO

In arrivo la clausola di salvaguardia per evitare guai eccessivi ai comuni troppo colpiti dal patto di stabilità e le regole per la nuova austerità nelle «buste paga» della politica locale.
Arrivano oggi in conferenza Stato-città due provvedimenti chiave per l'attuazione della manovra destinata agli enti locali: il primo serve a mitigare il patto sui comuni più colpiti, e dovrebbe impedire all'obiettivo del 2011 di superare una percentuale (il riferimento è all'8%) della spesa corrente. Il Dpcm, su cui ieri i tecnici del governo era ancora al lavoro, nasce per «tagliare le punte» del nuovo patto di stabilità. Il cambio di regole, infatti, si rivela a conti fatti molto punitivo: il record è a Loreggia (Padova) e Nocera Umbra, dove i vincoli chiederebbero di migliorare il bilancio di una somma pari a più del 50% delle spese il che, nella quasi assenza di manovrabilità sulle entrate, significherebbe dimezzare di botto le uscite.
Al di là dei casi limite, la nuova regola interessa molti: una clausola di salvaguardia fissata all'8% offrirebbe sconti a 967 comuni, cioè più del 40% di quelli chiamati a rispettare il patto nel 2011. Tra gli interessati anche molti capoluoghi, tra cui Torino, Padova, Taranto, Brescia, Reggio Emilia, Perugia, Arezzo. Alla partita guarda anche Milano, per ragioni diverse: gli sconti messi in campo dal decreto sono alimentati dai 480 milioni assicurati ai comuni dalla manovra correttiva, che ne ha destinati una quota ancora da stabilire alla città dell'Expo. Nelle scorse settimane si era parlato di un assegno da 80 milioni, ma il bottino del capoluogo lombardo per finanziare i pagamenti delle nuove linee metropolitane 4 e 5 potrebbe essere un po' più consistente.
Le cifre finali, comunque, devono ancora essere stabilire, mentre appare più tranquilla la navigazione del provvedimento sui tagli alle indennità degli amministratori, che dopo l'ok in conferenza dovrà andare al consiglio di Stato. Le sforbiciate (dal 3 al 10%, crescenti con la dimensione del comune) incideranno sulle indennità previste dal Dm 119/2000 (mai aggiornate): chi già si trova sotto quel livello, quindi, non sarà costretto a rivedere i «costi della politica». Rispetto alla manovra, sale da 15mila a 30mila abitanti la soglia sotto la quale il dazio da pagare è limitato al 3%: un aggiustamento tecnico, per evitare che le percentuali fissate dalla manovra offrano a un comune di 15nila abitanti indennità più alte rispetto a uno da 20mila.
L'austerità della manovra, inoltre, colpisce anche i revisori dei conti: la Corte dei conti della Lombardia ha confermato che il taglio del 10% riguarda anche loro.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
2930311234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293012
3456789
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio