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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE DEI CONTI LOMBARDIA: IL TAGLIO DEL 10% SI APPLICA AI REVISORI.

Il taglio del 10% che è scattato dal 1° gennaio nei confronti dei componenti di organi di indirizzo e controllo ovvero di organi collegiali della p.a., previsto dalla manovra correttiva dei conti pubblici del 2010, vale anche per i componenti dei collegi dei revisori dei conti degli enti locali. Questo perché la finalità perseguita dal legislatore, che è quella di operare delle riduzioni di spesa a carico delle amministrazioni pubbliche, non può che riferirsi a tutte le forme possibili di compenso che le stesse p.a. corrispondono ai componenti di organi collegiali o ai titolari di incarichi, a qualsiasi titolo.
È quanto ha affermato la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Lombardia, nel testo del recente parere n. 13/2011, con il quale, in risposta a un quesito posto dal comune di Cernusco sul Naviglio, ha affrontato la problematica della riduzione del 10% delle indennità e dei gettoni corrisposti dalle p.a., come prevista dall'articolo 6, comma 3 del dl n. 78/2010, estendendola anche ai componenti del collegio dei revisori dei conti.
Secondo il collegio lombardo della magistratura contabile, la finalità perseguita dal legislatore è quella di «operare sensibili riduzioni di spesa a carico della p.a.». Da qui se ne deduce che la norma in esame «non può che riferirsi a tutte le possibili forme di compenso corrisposte dalle amministrazioni ai componenti di organi collegiali e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo».
Dal tenore della disposizione emerge, altresì, chiara la volontà di introdurre un meccanismo automatico e generalizzato di riduzione dei compensi erogati ai componenti di «organi collegiali comunque denominati», senza operare distinzioni connesse all'ammontare percepito rispetto al limite massimo edittale ovvero alla particolare natura e composizione degli stessi organi amministrativi.
Anche se si volesse eccepire una sorta di «specialità» da riconoscere al trattamento economico dei revisori, sulla scorta del fatto che il compenso base è stabilito con apposito dm ex art. 241 Tuel, ciò contrasterebbe con la ratio e la formulazione letterale del citato articolo 6 «nonché con lo spirito e gli obiettivi dell'intera manovra finanziaria varata e approvata nell'estate del 2010, diretta a contenere e razionalizzare ulteriormente la spesa».
FONTE: ITALIA OGGI

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