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NOVITÀ NORMATIVE

RICHIESTA DI RINVIO PER I BILANCI PREVENTIVI 2011.

«Pieno rispetto» per le valutazioni del presidente della Repubblica, ma preoccupazione sui tempi di attuazione delle norme che erano riusciti a strappare per puntellare i complicati bilanci del 2011.
I sindaci non entrano nel merito dell'ultimo infortunio intervenuto nell'iter del decreto sul federalismo municipale, ma guardano al pratico. Si spiega così la presa di posizione del presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, che pochi minuti dopo lo stop di Napolitano al testo approvato giovedì sera in Consiglio dei ministri ha chiesto una nuova proroga dei termini per chiudere i preventivi 2011: «Se la procedura utilizzata non è giudicata corretta, si individui quella percorribile e la si persegua» - spiega Chiamparino - «ma visto l'inevitabile allungamento dei tempi, bisogna prevedere fin da ora un ulteriore slittamento dei termini per i bilanci».
I sindaci non precisano date ma, calendario alla mano, le loro preoccupazioni sono fondate. Dopo la proroga concessa a fine anno con decreto, il termine per chiudere i preventivi è ora fissato al 31 marzo, ma è difficile pensare che le biglie del federalismo municipale possano fermarsi molto prima di quel termine. Il passaggio in Aula va calendarizzato, e poi occorre aspettare almeno 30 giorni prima dell'emanazione del provvedimento. Risultato: anche a voler tagliare al massimo i tempi, il decreto non dovrebbe riuscire ad approdare sulla «Gazzetta Ufficiale» prima della seconda metà di marzo e i comuni avrebbero comunque solo una manciata di giorni per scrivere il bilancio e farlo votare a giunta e consiglio.
Le misure che nell'ultima versione del decreto impattano sui bilanci 2011 sono parecchie e riguardano anche l'attribuzione di una quota (il 21,7%) della cedolare secca, ma il cuore della partita è rappresentato dallo sblocco parziale delle addizionali all'Irpef: una possibilità che dovrebbe riguardare circa il 44% dei comuni (cioè quelli che oggi applicano un'aliquota inferiore al 4 per mille). Sul tema, in realtà, le regole definitive si avranno solo 60 giorni dopo l'entrata in vigore del provvedimento, quando un regolamento dovrà disciplinare il parziale e graduale superamento del blocco delle aliquote, ma nella scrittura dei bilanci i sindaci potranno utilizzare i criteri già previsti dalla norma in caso di mancata emanazione del regolamento: aumenti possibili solo a chi sta sotto il 4 per mille, e in nessun caso rincari superiori al 2 per mille. In questo quadro, il regolamento successivo non potrà discostarsi più di tanto da queste previsioni, e rischia di essere in ogni caso privo di effetti sul 2011: anche ipotizzando tappe serrate, i 60 giorni di tempo dall'entrata in vigore scadrebbero comunque verso fine maggio.
160 giorni successivi all'entrata in vigore del decreto diventano invece essenziali per l'imposta di soggiorno; per poterla applicare, infatti, i comuni dovranno attendere i due mesi che il governo si dà per scrivere il regolamento; in caso di mancata emanazione, potranno comunque far riferimento ai parametri già indicati nel decreto, che sono piuttosto vaghi (tetto di cinque euro, e applicazione secondo «criteri'di gradualità in proporzione al prezzo del soggiorno»). A differenza di quanto accade con l'addizionale Irpef, dove gli effetti del cambio di aliquota sono facilmente calcolabili a preventivo, non è infatti semplice prevedere in anticipo il gettito di un'imposta inedita.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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