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NOVITÀ NORMATIVE

FISCO REGIONALE E COSTI STANDARD

Sull'irto cammino che porta all'attuazione del federalismo fiscale non mancano gli incroci pericolosi. In attesa che il governo riferisca al parlamento sul fisco municipale, la bicamerale si prepara a esaminare il decreto su fisco regionale e costi standard. Che va esaminato entro l'11 marzo, al netto di una possibile proroga di 20 giorni. Una partita che s'intreccia con il riparto del fondo sanitario 2011: ieri tra i governatori c'è stata una nuova "fumata nera".
Domani l'ufficio di presidenza della commissione fisserà il calendario dei lavori e individuerà i relatori di maggioranza e minoranza (dove il Pd, in nome dell'alternanza, potrebbe lasciare spazio a un'altra forza di opposizione). Nel merito si entrerà tra un paio di settimane. Prima andrà svolto il tradizionale ciclo di audizioni, di cui dovrebbero fare parte tanto i rappresentanti delle autonomie locali quanto i vertici di Corte dei conti e ragioneria generale dello stato.
Il compito della bicameralina si annuncia complesso. Sia per il valore della partita, che dovrebbe superare i 130 miliardi di euro di risorse coinvolte, sia per i temi trattati. Ma non si dovrebbe arrivare ai livelli di scontro registrati sul federalismo municipale. Un po' perché, a differenza di quanto accaduto con i sindaci, l'intesa con i governatori è stata già raggiunta in conferenza unificata e un po' perché alla base del provvedimento non c'è una scelta così forte dell'esecutivo come quella di cancellare la tassazione sulla prima casa che ha rappresentato il vero convitato di pietra del dibattito sul dlgs precedente.
Passando ai contenuti, il decreto assegna alle regioni una compartecipazione al gettito territoriale dell'Iva con cui finanziare la spesa sanitaria e un'addizionale Irpef manovrabile fino al 3%; al tempo stesso viene introdotta la possibilità per i presidenti regionali di ridurre l'Irap fino ad azzerarla purché non abbiano portato la predetta addizionale oltre l'1,4 per cento. Sul fronte costi standard l'articolato su cui la bicamerale si pronuncerà prevede la creazione di una rosa di cinque regioni benchmark tra quelle con i conti in ordine e una buona qualità dei servizi. Di queste ne verranno scelte tre: se possibile una del nord, una del centro e una del sud.
Tutti temi su cui l'opposizione potrebbe chiedere di intervenire. A sentire il vicepresidente della commissione, Marco Causi (Pd), bisognerà fare fronte ad almeno tre problemi: «Il rischio di avere aliquote dell'addizionale Irpef frazionate di regione in regione sulle stesse classi di reddito, la modernizzazione dei parametri alla base dei costi standard e la fissazione di un percorso per individuare i Lep e lea in materia di assistenza e istruzione».
Intanto ieri i governatori, dopo una maratona di nove ore, hanno rinviato a questa mattina il vertice per il riparto dei 106,5 miliardi destinati nel 2010 all'assistenza sanitaria. Sul tavolo, proprio all'ultimo, una mediazione tra due proposte (di Emilia e Marche) che continua a considerare come fattore principale l'età della popolazione, inserendo però per la prima volta il criterio della deprivazione socio-economica, richiesto dal sud, legandola al 10% della metà della spesa ospedaliera. I conti però continuano a non tornare, e non solo per il sud. Nella notte i tecnici cercheranno di affinare le cifre, in un ultimo e sempre più complicato tentativo di mediazione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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