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NOVITÀ NORMATIVE

INCENTIVI AL PERSONALE SUL CONDONO EDILIZIO.

All'incentivazione del proprio personale per la definizione delle pratiche di condono edilizio i comuni possono destinare non solo la quota del 10% aggiuntivo dell'oblazione eventualmente deliberata, ma anche una parte dei proventi spettanti nell'ambito dell'oblazione che ordinariamente deve essere corrisposta da chi ha presentato domanda.
La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, con la deliberazione 25 gennaio 2011, n. 10, ha chiarito che all'incentivazione del proprio personale per la definizione delle pratiche di condono edilizio i comuni possono destinare non solo la quota del 10% aggiuntivo dell'oblazione eventualmente deliberata, ma anche una parte dei proventi spettanti nell'ambito dell'oblazione che ordinariamente deve essere corrisposta da chi ha presentato domanda. L'art. 32, comma 40 del D.L. n. 269/2003 prevede che i diritti e gli oneri relativi all'istruzione delle domande di condono edilizio possano essere incrementati dai comuni del 10% e i relativi proventi essere destinati a incentivare attività di dirigenti e dipendenti al di fuori dell'orario di lavoro. Il comma 41 stabilisce, inoltre, che una quota compresa entro il tetto del 50% dei proventi derivanti dalle oblazioni spetta ai comuni, che possono utilizzarla per incentivare la definizione delle domande di sanatoria. Secondo la Corte dei Conti non solo questi due compensi possono sommarsi, ma le entrate del comune provenienti dall'oblazione entro il tetto del 50% possono essere utilizzate per la costituzione del fondo per l'incentivazione del personale dipendente che svolga attività istruttoria delle domande di sanatoria edilizia al di fuori dell'ordinario orario di lavoro. Nel caso di entrate destinate al comune, viene attribuita ai singoli enti ampia autonomia nella scelta delle modalità attraverso cui raggiungere l'obiettivo di istruire le domande di condono, tra cui la scelta dello strumento dell'incentivazione del personale. L'utilizzo di tali risorse in questo senso deve essere oggetto di contrattazione collettiva decentrata integrativa e le attività devono essere svolte al di fuori dell'orario ordinario di lavoro. Si assiste, in questo modo, ad una vera e propria valorizzazione dell'autonomia delle pubbliche amministrazioni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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