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NOVITÀ NORMATIVE

PROGRESSIONI BLOCCATE PER IL TRIENNIO 2011/2013.

Niente progressioni orizzontali per gli anni 2011-2013. La Corte dei conti, sezione regionale di controllo, con la pur discutibile sotto molti aspetti deliberazione 7 febbraio 20110, n. 69, conferma che per effetto della manovra economica 2010 non è possibile per gli enti locali attivare le progressioni economiche fino al 2013.
Effetti solo economici delle progressioni di carriera. Due sono le ragioni a fondamento della tesi proposta dalla sezione Lombardia. La prima risiede nella previsione contenuta nell'articolo 9, comma 21, del dl 78/2010, convertito in legge 122/2010, per effetto del quale le progressioni di carriera comunque denominate negli anni 2011-2013 possono avere effetti solo economici.
La sezione ritiene che la norma abbia un'estensione «lata» e, dunque, vada applicata prescindendo dalla nozione concretamente data al termine «progressione di carriera». Dunque, per la sezione Lombardia è progressione di carriera «ogni variazione d'inquadramento del dipendente»; in conseguenza dell'articolo 9, comma 21, pertanto, tale variazione potrà produrre fino al 2013 solo effetti giuridici, senza incrementi economici.
Questa prima motivazione proposta dalla sezione appare, tuttavia, errata e non convincente. L'interpretazione «lata» dell'accezione di progressione di carriera, infatti, cozza con la definizione estremamente precisa che di essa fornisce l'articolo 24 del dlgs 150/2009: si tratta delle progressioni che determinano, per effetto della partecipazione a concorsi pubblici con riserva di posti, il passaggio appunto da una categoria di inquadramento ad una più elevata, con conseguente mutamento di profilo e mansioni. Solo in questo caso potrebbero verificarsi effetti «giuridici».
Le progressioni orizzontali, nell'ordinamento contrattuale degli enti locali (e anche delle Usl) hanno effetti esclusivamente economici e niente affatto giuridici. Ai sensi dell'articolo 5 del Ccnl 1/4/1999, infatti, per effetto delle progressioni orizzontali, a totale parità di inquadramento giuridico, il dipendente ottiene esclusivamente un incremento economico.
Cristallizzazione degli stipendi. La seconda motivazione proposta dalla sezione è quella corretta. L'impossibilità di attivare le Peo negli anni 2011-2013 deriva dall'articolo 9, comma 1, della manovra economica estiva 2010, che impedisce la crescita del trattamento economico «ordinariamente spettante» ai dipendenti pubblici oltre la soglia di quello percepito nel 2010.
Per quanto parte degli interpreti sottolinei che la progressione orizzontale sia considerata dal dlgs una misura di premio, essa è un trattamento ordinariamente spettante, in quanto una volta acquisita si consolida, divenendo parte dello stipendio fondamentale del dipendente. In questo senso, non può non incontrare i limiti previsti dalla manovra 2010.
Vietata la Peo a posteriori. La sezione chiarisce, inoltre, che non sono consentiti comportamenti elusivi del dl 78/2010. Tra questi, essenzialmente il tentativo di prevedere nel 2011, in modo retroattivo, progressioni orizzontali. La retroattività vietata non è quella della decorrenza, inevitabilmente riferita ad annualità precedenti. La sezione, richiamando il parere 399-5F4 dell'Aran, sottolinea che la progressione orizzontale va concordata con i sindacati prima dell'inizio del periodo di valutazione. Di conseguenza, la decorrenza delle progressioni non può essere antecedente alla stipulazione degli accordi decentrati, i quali destinano le risorse finanziarie – stabili, sottolinea la Sezione – allo scopo di attivare le progressioni.
Dunque, sono ammissibili progressioni orizzontali riferite al 2010 se i presupposti per gli incrementi economici degli stipendi si siano verificati l'anno precedente al periodo preso in considerazione dalla norma, cioè prima del 2010.
FONTE: ITALIA OGGI

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