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NOVITÀ NORMATIVE

POLIZIA MUNICIPALE: STRETTA SUI FESTIVI.

Niente maggiorazione per lavoro festivo infrasettimanale agli agenti di polizia municipale che svolgano servizi organizzati in turni, quando detti servizi ricadano in giornate festive.
La Corte di cassazione civile, sezione lavoro, con la sentenza 9 aprile 2010, n. 8458 risolve definitivamente una questione interpretativa ed operativa che da sempre pregiudica il buon funzionamento dei comuni, creando scintille nelle relazioni sindacali.
Infatti, da sempre gli agenti di polizia locale, supportati fieramente dai sindacati, per le giornate di lavoro ricadenti nei festivi infrasettimanali rivendicano il cumulo di più trattamenti economici: l'indennità di turno in giornata festiva e lo straordinario con maggiorazione per lavoro in giornata festiva.
La Corte di cassazione ha rigettato l'appello proposto contro la sentenza della Corte di appello di Lecce 27 settembre 2005, n. 1660, che aveva a sua volta confermato la decisione del giudice del lavoro di escludere per gli agenti appartenenti al corpo di polizia locale il cumulo dell'indennità di turno con lo straordinario festivo.
La decisione della suprema corte dovrebbe finalmente mettere un punto fermo su una questione, oggettivamente nata su fondamenta d'argilla.
La tesi sostenuta da ricorrenti e sindacati, nettamente rigettata dalla Cassazione, si fonderebbe sulla circostanza che ai sensi dell'articolo 24 del Ccnl 14/9/2000 del comparto regioni autonomie locali il trattamento per attività prestata in giorno festivo spetterebbe comunque a tutti i dipendenti, siano o meno inseriti in attività organizzate per turni: di conseguenza, l'indennità di turno sarebbe autonoma dal compenso per lavoro festivo, il che ne autorizzerebbe il cumulo.
La Cassazione spiega che le cose non stanno affatto così. L'istituto della turnazione è integralmente regolato dall'articolo 22 sempre del Ccnl 14/9/2000, il quale compensa interamente il disagio causato dalla particolare articolazione oraria, maggiorando del 10% la retribuzione nei turni diurni, del 30% nei turni notturni e festivi e del 50% nei turni festivi e notturni.
Al lavoro organizzato su turni risulta totalmente inapplicabile la disciplina del trattamento economico per attività prestata in giorno festivo, che corrisponde, sostanzialmente, ad un'attività lavorativa in orario straordinario, svolta, cioè, al di là degli obblighi orari del lavoratore. Insomma, l'articolo 24 vale per i dipendenti non turnisti, eccezionalmente chiamati ad effettuare prestazioni lavorative in giornate festive in straordinario.
Ricorda la Cassazione che lo straordinario, però, presuppone necessariamente il superamento dell'orario contrattuale di lavoro. Ma, per i lavoratori turnisti la prestazione lavorativa in turno ricadente in giornata festiva non è «straordinaria», ma normale orario contrattuale di lavoro.
Per questa ragione, nei confronti del personale turnista si applica esclusivamente l'articolo 22 del Ccnl 14/9/2000 e non l'articolo 24, destinato solo a personale non turnista.
Unica limitata ipotesi di estensione della disciplina dell'articolo 24 ai dipendenti inseriti in servizi organizzati per turni è quella nella quale il lavoratore turnista sia chiamato in via eccezionale a svolgere la propria attività nella giornata che, in base al turno assegnato, quella settimana avrebbe dovuto essere di riposo.
FONTE: ITALIA OGGI

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