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NOVITÀ NORMATIVE

CON LE PROROGHE DEI BILANCI AVANTI IN DODICESIMI.

Provate voi a vivere «in dodicesimi». Vi si rompe la lavatrice, volete cambiare macchina o avevate in programma una vacanza? Non potete farci nulla, perché ogni mese non potete far uscire dal vostro bilancio più di un dodicesimo, appunto, di quanto avete speso l'anno prima. Per comuni e province, a cui si applica la regola fino a quando non approvano il bilancio preventivo del nuovo anno, è ancora peggio: nel loro caso la rinuncia riguarda gli investimenti, i bandi per le opere pubbliche, e praticamente tutte le spese che superano la blanda gestione ordinaria di personale e servizi di base.
Deve essere letta anche in quest'ottica la nuova proroga in arrivo dal Viminale, che sposterà al 31 maggio il termine per approvare i preventivi di quest'anno. La proroga è stata chiesta a gran voce dagli stessi sindaci, perché manovra estiva, legge di stabilità e milleproroghe non sono bastati a dare un quadro chiaro dei conti 2011.
Gran parte della partita è appesa al federalismo fiscale, che oltre a sbloccare le addizionali Irpef in più di 3.500 comuni deve chiarire la complessa partita dei trasferimenti da trasformare in compartecipazioni. Il milleproroghe ci mette una pezza, assegnando ai comuni la prima rata dei trasferimenti entro maggio, ma per definire i conti bisogna approvare il decreto sul fisco dei sindaci, calcolare le compartecipazioni e redistribuire i fondi di riequilibrio. Molti amministratori locali, facili profeti, già pensano che maggio non sarà sufficiente, e che servirà un altro rinvio.
«È come il meccanismo della carota per far correre gli asini -sintetizza Antonello Delle Noci, assessore al bilancio a Pesaro -, con continui rinvìi e che non portano mai una certezza. Senza un bilancio non si possono fare progetti e gare, diventa impossibile avviare nuovi affidamenti di servizi, e si moltiplicano i difetti del patto che blocca gli investimenti. Noi, comunque, proviamo ad approvare entro marzo, poi faremo le variazioni che servono».
Nei comuni maggiori i problemi possono essere più sfumati, perché il bilancio è più grande e un suo dodicesimo offre qualche spazio d'azione. «È un modo di scaricare le indecisioni sugli enti locali - ragiona Fausto Di Mezza, assessore al bilancio a Brescia -, ma è una fase di cambiamenti epocali e un po' di incertezza è fisiologica. Il problema vero è il patto di stabilità che cambia continuamente le proprie regole, e alla fine colpisce sempre gli stessi».
L'incertezza sui conti, però, pesa anche dove il patto non c'è, come mostra il paradosso proposto da Dimitri Tasso, vicesindaco di Montiglio Monferrato (1.750 abitanti in provincia di Alessandria): «Con i bilanci ingessati e i trasferimenti tagliati un'altra volta, la gestione in dodicesimi aiuta, perché ti impone di viaggiare al minimo. Certo, per legge un comune deve fare bilanci pluriennali, e programmare le attività; ma come si fa?».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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