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NOVITÀ NORMATIVE

CIRCOLARE FUNZIONE PUBBLICA SUL DECRETO 150

«Tutti gli strumenti finalizzati a premiare il merito, e la professionalità» previsti dalla riforma del pubblico impiego sono «pienamente operativi», e «resta ovviamente fermo» l'obbligo per i contratti integrativi di rispettare «i principi di merito, premialità e selettività», e il «divieto di erogazione indifferenziata della retribuzione accessoria».
Il ministero della Funzione pubblica torna sull'applicazione della riforma Brunetta, e fissa in una circolare (la 1/2011, firmata direttamente dal ministro) la propria risposta alle polemiche sull'intesa del 4 febbraio con Cisl, Uil, Confsal, Cida, Ugl e Usae e sul fatto che il nuovo accordo avrebbe in pratica smontato gli effetti del nuovo sistema. L'intesa, riconosce la circolare, ha voluto evitare «la diminuzione delle retribuzioni complessive, comprensive della parte accessoria» rispetto a quanto ottenuto da ogni lavoratore nel 2010; per questa ragione le fasce di merito serviranno a distribuire solo il «dividendo dell'efficienza», cioè i risparmi ottenuti grazie ai tagli previsti dalla manovra estiva 2008 (articolo 61 del Dl 112/2008). Questo "scartamento ridotto" accompagnerà tutta la fase del congelamento contrattuale, introdotto per tre anni dalla manovra del 2010 (Dl 78/2010), e il merito comincerà a indirizzare tutto il «complesso delle risorse dedicate alla retribuzione delle performance» dopo la stipula dei prossimi contratti.
Questo calendario in due fasi rimane da armonizzare con le previsioni dedicate a regioni ed enti locali, che impiegano più del 15% dei dipendenti pubblici ma non ricevono il «dividendo dell'efficienza» (i tagli che lo generano sono tutti concentrati nella pubblica amministrazione centrale); sul tema non è intervenuto l'atto di indirizzo all'Aran, che si occupa della nuova disciplina delle relazioni sindacali, per cui in molti enti locali finiscono per prevalere i regolamenti scritti in virtù dei vecchi protocolli d'in- tesa, che prevedono una meritocrazia un po' più spinta rispetto a quella disciplinata dall'intesa di febbraio. Un effetto non voluto, visto che la riforma prevedeva per regioni ed enti locali una disciplina più flessibile rispetto a quella riservata ai dipendenti statali.
Alle pubbliche amministrazioni centrali arriva intanto da Palazzo Vidoni la nota circolare sulle assunzioni 2011 e le autorizzazioni a bandire concorsi per il triennio 2011/2013. Sulla partita interviene la stretta imposta dalla manovra, che nella maggioranza dei comparti conferma e rafforza il tetto al 20% del turn over. La Funzione pubblica chiede a tutti di concentrare in un'unica richiesta assunzioni e bandi per i prossimi tre anni; in nome della trasparenza intesa come «accessibilità totale», la richiesta e la programmazione vanno pubblicate sui siti istituzionali degli enti, insieme alle dotazioni organiche e all'elenco dei dipendenti in servizio.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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