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NOVITÀ NORMATIVE

LE BANCHE VOGLIONO LA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI LOCALI.

Le banche vogliono riprendersi la riscossione dei tributi locali. Un business che prima della riforma del 2005 (dl 203) le vedeva protagoniste indiscusse e a cui hanno dovuto rinunciare quando Giulio Tremonti ha deciso di nazionalizzare il servizio affidandolo a un soggetto pubblico (Riscossione spa dalle cui ceneri nel 2007 è nata Equitalia) a cui gli istituti di credito hanno ceduto i propri rami d'azienda incaricati di riscuotere le tasse locali.
Per ora si tratta solo di una dichiarazione d'intenti. Ma che può contare sul gioco di sponda dei comuni e delle province, visto che è contenuta in un protocollo d'intesa sottoscritto ieri tra l'Associazione bancaria italiana (Abi), l'Anci e l'Upi.
Banche ed enti locali costituiranno un tavolo paritetico permanente che dovrà riunirsi almeno tre volte l'anno per monitorare lo stato dei reciproci rapporti e istituire un Osservatorio sulla finanza pubblica e locale. E tra i compiti del neonato organismo ci sarà proprio quello di «ricercare soluzioni condivise e formulare proposte per superare i vincoli normativi che ostacolano lo svolgimento da parte delle banche del servizio di riscossione dei tributi e delle entrate patrimoniali e assimilate degli enti locali, creando i presupposti per un ampliamento delle possibilità di scelta da parte degli enti in un contesto di effettiva parità concorrenziale». Quella concorrenza che nel settore della riscossione tarda ad arrivare, visti i rinvii che di anno in anno puntualmente spostano in avanti nel tempo l'obbligo per gli enti di affidare le concessioni con gara (da ultimo il decreto milleproroghe ha rinviato al 31 marzo 2011 il termine, facendo poi salva un'ulteriore proroga al 31 dicembre 2011 che dovrebbe arrivare con apposito dpcm).
Le proroghe però non potranno continuare all'infinito (anche per non incorrere in sanzioni da parte dell'Unione europea). Ecco spiegato il motivo per cui gli istituti di credito pensano in grande. E vorrebbero rientrare in quell'albo dei soggetti gestori (istituito presso il Mef dall'art.53 del dpr 446/1997) da cui sono usciti quando hanno ceduto i propri rami d'azienda a Equitalia. Nell'elenco dei soggetti legittimati a esercitare l'attività di accertamento e riscossione figurano infatti tutti gli agenti locali di Equitalia, moltissime società e anche piccoli studi professionali che dalla consulenza agli enti si sono buttati nel business della riscossione. Ma nessuna banca, a eccezione del Monte dei Paschi di Siena che è rimasto a riscuotere i tributi locali in Sicilia attraverso la propria società Serit.
C'è poi un altro scenario da tenere in considerazione ed è quello che si aprirà col federalismo fiscale che porterà in dote ai comuni tutto un nuovo paniere di tributi (dall'Imposta municipale, propria e secondaria, alla tassa di scopo). Uno scenario che imporrà un ripensamento dei rapporti di tesoreria che attualmente legano a doppio filo banche ed enti locali nella riscossione diretta dei tributi (nei comuni che scelgono di incassare in proprio le tasse locali i versamenti vanno effettuati su conti corrente bancari o postali intestati al servizio di tesoreria). Ma da cui però le banche non guadagnano un granché.
Nel protocollo d'intesa c'è anche molto altro. Per esempio il maggior utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante, così come previsto dalla manovra correttiva 2010 (dl 78) e dal Codice dell'amministrazione digitale, recentemente modificato. Ma anche la fatturazione elettronica, prevede il protocollo, dovrà piano piano essere acquisita dagli enti.
Tra gli altri obiettivi dell'Osservatorio anche quelli di puntare i riflettori sugli enti locali in dissesto, favorire la realizzazione di opere pubbliche con capitali privati (project financing), sviluppare il social housing e, last but not least, «attuare un confronto sul tema della gestione delle passività degli enti locali con particolare riferimento alla operatività in strumenti finanziari». Un tema, quello dei derivati, che rappresenta sempre un nervo scoperto nei rapporti tra banche e enti locali.
FONTE: ITALIA OGGI

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