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NOVITÀ NORMATIVE

IL DECRETO LEGISLATIVO SUL FISCO MUNICIPALE E' REALTA'.

Il federalismo fiscale va in cassaforte. Con 314 voti a favore, 291 contrari e due astenuti, l'aula di Montecitorio ha votato la fiducia al governo sul dlgs sul fisco municipale. Un esito prevedibile, vista la crescita numerica della maggioranza alla camera, su cui non hanno pesato le defezioni dell'ultim'ora registratesi tra le forze che sostengono l'esecutivo (l'Mpa di Raffaele Lombardo ha deciso di non partecipare al voto, la Svp ha optato per l'astensione mentre Giorgio La Malfa del Pri ha scelto il no per assenza di garanzie sui costi).
Nessuna divisione c'è stata invece tra le opposizioni (Pd, Api, Udc, Idv e Fli), compatte nel giudizio critico verso un provvedimento definito all'unisono (sono parole di Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini) «un pasticcio che produrrà più tasse per i cittadini». Per la Lega, invece, si tratta di un «risultato storico». E quanto il Carroccio tenesse al voto di ieri si è subito capito dall'acclamazione tributata dai deputati leghisti a Umberto Bossi al momento del voto. E dallo sventolio delle bandiere delle regioni del nord in cui si sono prodotti a risultato ottenuto.
A questo punto per il varo definitivo del decreto, che rivoluzionerà la fiscalità comunale e avrà sulle tasche di cittadini e imprese alcuni effetti immediati e altri differiti nel tempo, manca solo l'ultimo tassello: l'approvazione in consiglio prevista per oggi. Nello stesso cdm il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, chiederà al governo una proroga di 4 mesi del termine finale previsto dalla legge 42/2009 per l'esercizio della delega (21 maggio 2011).
Lo slittamento a settembre della dead line, ha spiegato il ministro, non inciderà sui tempi per l'esame dei decreti legislativi già deliberati da palazzo Chigi. E in ogni caso prima di chiedere la proroga il governo intende portare a casa anche il dlgs sul fisco regionale e provinciale su cui la Bicamerale dovrà pronunciarsi (si spera, questa volta, con un esito diverso rispetto al 15 pari di qualche settimana fa) entro l'11 marzo. «Ci fa molto piacere che il ministro Calderoli abbia compreso l'esigenza di uno slittamento dei tempi», ha commentato Francesco Boccia, deputato Pd e relatore del decreto sul federalismo regionale, che però non nasconde il timore che alla base della proroga possano esserci mere ragioni di calcolo politico. Dopo il varo del cdm e la firma del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, il testo sarà pubblicato in G.U. e da quel momento inizierà a decorrere il timing previsto per l'entrata in vigore delle tante novità contenute nel decreto.
I tempi saranno molto stretti per l'introduzione della cedolare secca sugli affitti, delle imposte di soggiorno e di scopo e per lo sblocco (parziale) delle addizionali Irpef. Mentre per il debutto dell'Imu, il nuovo tributo comunale che accorperà l'attuale Ici sulle seconde case e l'Irpef fondiaria, bisognerà attendere il 2014.
Cedolare secca. La cedolare secca sugli affitti varrà sui redditi da locazione, per i soli immobili affittati a uso abitativo, a partire dal 1 gennaio 2011. Al posto dell'attuale tassazione Irpef progressiva e dell'imposta di registro, arriva un prelievo fisso del 21% (che scende al 19% per i canoni agevolati). Resta però un'opzione del proprietario: chi lo riterrà conveniente potrà restare col regime Irpef, ma chi opterà per la cedolare non potrà più aumentare l'affitto. Si tratta dell'unico vantaggio per gli inquilini, visto che è saltato il fondo per gli sgravi.
Tassa di soggiorno e di scopo. Anche queste due nuove imposte potranno arrivare già quest'anno. Per la tassa di soggiorno i comuni dovranno aspettare l'emanazione di un regolamento, da adottare entro 60 giorni. Ma in caso di mancata emanazione, potranno comunque procedere e i capoluoghi di provincia, i comuni turistici e le città d'arte potranno chiedere ai turisti fino ad un massimo di 5 euro per notte di soggiorno.
Per la tassa di scopo invece, che servirà per finanziare specifiche opere pubbliche, i comuni dovranno attendere un decreto del presidente del consiglio da adottare comunque entro il 31 ottobre 2011.
Addizionale Irpef. L'addizionale Irpef, congelata da Tremonti nel 2008, potrà essere aumentata negli enti che fino ad oggi applicavano un'aliquota inferiore allo 0,4%. Chi non l'aveva ancora introdotta potrà farlo, ma il tributo non potrà superare lo 0,4% né crescere in misura superiore allo 0,2% annuo. Come richiesto dai sindaci, sarà un dpcm da emanarsi in tempi stretti (60 giorni) a disciplinare la graduale cessazione del blocco. Ma se questo provvedimento non dovesse arrivare in tempo, i municipi potranno fare da sé in modo da far entrare in vigore gli aumenti già nel 2011.
Imu. Tra tre anni l'Ici sulle seconde case andrà in pensione per essere sostituita dall'Imposta municipale propria (Imu), con aliquota al 7,6 per mille. Come l'Ici, si pagherà solo sulle seconde case e sugli immobili commerciali. E come l'Ici, saranno esentati gli immobili della chiesa, anche scuole, hotel e cliniche. Sempre tra tre anni arriverà anche l'Imu secondaria che sostituirà la tassa e il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, l'imposta comunale sulla pubblicità e le affissioni, il canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari.
FONTE: ITALIA OGGI

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