PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

IL TETTO DEL 20% SULLE CONSULENZE E' CALCOLATO SUGLI IMPORTI IMPEGNATI.

In materia di incarichi, la Corte dei conti chiarisce solo a metà. A fronte del dilemma interpretativo, sul criterio con cui quantificare la spesa «sostenuta» nel 2009 - vale a dire cassa o competenza - i magistrati contabili da un lato rigettano l'ipotesi della cassa, ma dall'altro identificano il concetto di spesa sostenuta come quella programmata, aumentando la confusione. La determinazione è importante perché si riflette sulle spese 2011.
È quanto contenuto nel parere 7/2011 delle sezioni riunite.
Il problema nasce in sede di applicazione dell'articolo 7, comma 6, del Dl 78/2010, che impone il limite del 20% della spesa sostenuta nell'anno 2009 per studi e incarichi di consulenza alle stesse tipologie di uscita per l'anno 2011.
La Corte dei conti afferma che per spesa sostenuta non può intendersi quanto pagato nel 2009, in quanto il riferimento alla cassa potrebbe non essere significativo. I pagamenti o i mancati pagamenti di tali tipologie di spesa possono essere correlati a circostanze fortuite o non dipendenti dalla volontà dell'ente, quali, ad esempio, il blocco delle uscite di parte corrente per poter rispettare il patto di stabilità.
Escluso il pagato, sembrava ovvio che la Corte giungesse alla conclusione della competenza. Invece, in maniera sorprendente, le Sezioni riunite affermano che il concetto di spesa sostenuta deve riferirsi a quella programmata, prestando il fianco a ulteriori dubbi interpretativi. Infatti, nella contabilità di un ente locale, possiamo trovare quantità diverse, e tra loro molto differenti, che possono definirsi come «spesa programmata» per studi e incarichi di consulenza.
Un primo valore è rappresentato negli stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione. Ma questi possono anche non essere stati integralmente utilizzati, in quanto, nel corso dell'anno, alcuni incarichi si sono rivelati non necessari o hanno assunto un ammontare più contenuto. Si potrebbe allora pensare alla spesa impegnata nell'anno.
Di importo sicuramente pari o inferiore alla previsione, rappresenta quanto sicuramente destinato a tale tipologia di spesa. Ma vi è anche una terza quantità di spesa programmata per studi e incarichi di consulenza. Il comma 55 dell'articolo 3 della Finanziaria 2008, come sostituito dall'articolo 46, comma 2, del Dl 112/2008, prevede, infatti, che gli enti locali possano conferire incarichi solo per attività istituzionali o se previsti nel programma approvato dal Consiglio comunale. Spesso questo programma rappresenta il "libro dei sogni" e, quindi, anche la relativa spesa assume valori ben superiori sia alla previsione di bilancio che all'impegnato.
È evidente che un comportamento prudenziale consiglia di abbracciare la tesi della spesa impegnata, importo sicuramente inferiore, o al massimo, pari alla spesa prevista e alla spesa inserita nel programma.
Un'altra importante puntualizzazione può essere individuata nel parere. La Corte afferma che è esclusa dal limite la spesa per studi e incarichi di consulenza finanziata da soggetti terzi rispetto all'ente locale (Stato, Regione, Provincia, ma anche privati), in quanto - motivano i magistrati - l'obiettivo della norma non è
conseguire economie di bilancio, ma ridurre tout court la tipologia di spesa in questione. Sembra evidente, a questo punto, la tentazione a porre in essere comportamenti elusivi volti ad aggirare il limite di spesa per incarichi posto dalla norma, facendo arrivare da soggetti terzi (fondazioni, associazioni, eccetera) fondi destinati ad incarichi per poi "ripianare" le carenze finanziarie di questi ultimi soggetti mediante contributi a carico del Comune.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<ottobre 2017>
lunmarmergiovensabdom
2526272829301
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
303112345
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio