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NOVITÀ NORMATIVE

IL PROGETTO SUL CONTENZIOSO TRIBUTARIO NON E' CONDIVISO DAI GIUDICI.

Una proposta di riforma «non condivisa, né condivisibile». È questo il giudizio di Daniela Gobbi, presidente del consiglio di presidenza della giustizia tributaria, in merito al progetto di riorganizzazione del rito tributario in questi giorni al vaglio dei tecnici del ministero dell'economia. La proposta, prevede, tra le altre cose, la creazione di una fase pre-contenziosa (conciliazione) e la soppressione di un grado di merito.
Le più grosse perplessità dell'organo di autogoverno dei magistrati tributari riguardano tuttavia la forma, ossia l'iter procedurale dal quale la proposta origina. «Riteniamo inaccettabile un progetto di riforma che nasce senza avere interpellato il Consiglio di presidenza», commenta Gobbi, «quando peraltro lo stesso legislatore, con l'articolo 24 del dlgs n. 545/92, lo prevede espressamente. Inoltre ciò va contro l'impegno politico che era stato assunto lo scorso anno, allorché era stato preannunciato l'avvio di una serie di tavoli programmatici (inizialmente partiti, ma non più riconvocati, ndr)». Ma il Cpgt non condivide il progetto neppure nel merito.
«L'abolizione di un grado di giudizio semplicemente appare improponibile», prosegue il numero uno di via Solferino, «il sistema giudiziario previsto dalla Costituzione si articola in due gradi di merito e uno di legittimità. Così è e così dovrebbe rimanere, perché la giustizia tributaria non è inferiore alle altre giurisdizioni». A non convincere il Consiglio di presidenza è anche il nuovo istituto della conciliazione, teoricamente mirato a ridurre sul nascere il numero di ricorsi.
«Tale istituto non appare in grado di dare garanzie», prosegue Gobbi, «si dice giustamente all'unanimità che si deve lavorare per assicurare la certezza del diritto, mentre una scelta del genere sembra andare in senso opposto. La conciliazione può servire a chiudere la controversia tra le parti, ma in questo modo l'interesse sovrano dello Stato rischia di non essere tutelato. Senza considerare che le varie amministrazioni impositrici e i diversi uffici potrebbero agire senza uniformità». Insomma, se riforma ci deve essere, il Cpgt vuole sedersi al tavolo. E non da semplice spettatore.
«Con la nostra proposta sulla rimodulazione dei compensi dei giudici tributari abbiamo dimostrato che fare una riforma della giustizia tributaria efficiente e a costo zero per l'erario è possibile», chiosa Gobbi, «proprio per questo stiamo portando avanti incontri con gli ordini professionali e le università per cercare di individuare nuovi e migliori ambiti di intervento».
FONTE: ITALIA OGGI

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