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NOVITÀ NORMATIVE

RIMBORSI ICI CAT. "D" TAGLIATI.

I minori introiti Ici sui fabbricati di categoria D subiti dai comuni per il 2001/2008 rischiano di non essere compensati dagli incrementi di contributo erariale. Il ministero dell'Interno ha comunicato di aver verificato le somme già certificate dai comuni ai sensi dell'articolo 2, comma 4 del Dm 197/2002, e a rideterminare la spettanza solo quando la differenza della perdita di gettito tra un'annualità e la precedente è risultata inferiore a 1.549,37 euro e allo 0,5% della spesa corrente.
Secondo l'articolo 64 della legge 388/2000 i comuni avrebbero dovuto beneficiare, dal 2001, di trasferimenti erariali compensativi della perdita di gettito derivante dall'autodeterminazione provvisoria delle rendite catastali dei fabbricati di categoria D, eseguita ai sensi del decreto 701/94 del ministro delle Finanze. La condizione per accedere al contributo prevedeva che il minor introito fosse di importo superiore a 3 milioni (gli attuali 1549,37 euro) e allo 0,5 per cento della spesa corrente prevista per ciascun anno.
Il contributo statale doveva essere attribuito nell'anno successivo a quello della perdita.
Lo stesso Dm 197, nel disciplinare l'obbligo di certificazione da parte dei comuni, stabiliva (articolo 2, comma 3) il consolidamento dell'importo nei trasferimenti erariali dei comuni interessati.
Per consentire un controllo successivo, l'articolo 2-quater del Dl 154/2008 ha fissato il termine perentorio del 31 gennaio 2009 per l'inoltro delle nuove dichiarazioni, firmate dal responsabile del servizio finanziario dell'ente e asseverate dall'organo di revisione contabile, che evidenziasse le minori entrate registrate per ciascuno degli anni 2005 e precedenti e i contributi statali a tale titolo comunicati.
La verifica sulle nuove certificazioni ha però prodotto esiti diversi da quelli disciplinati dalla legge 388/2000. Pur in assenza di variazioni all'importo certificato, i comuni hanno infatti visto ridursi i trasferimenti nei casi in cui la differenza della perdita di gettito tra un'annualità e la precedente fosse risultata inferiore a 1.549,37 euro ed allo 0,5% della spesa corrente. Il criterio per la determinazione del trasferimento erariale, da applicarsi in relazione al mancato introito annuale, è diventato parametro di riferimento per il nuovo calcolo delle spettanze.
Il ministero precisa che, in caso di incapienza, la differenza sarà recuperata sui prossimi trasferimenti erariali; i comuni sarebbero dunque costretti a restituire allo stato risorse già accertate e spesso incassate negli anni precedenti, con evidente pregiudizio sia per gli equilibri di bilancio sia per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.
FONTE : IL SOLE 24 ORE

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