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NOVITÀ NORMATIVE

LA COMMISSIONE GIUDICATRICE DEVE ESSERE NOMINATA DAL DIRIGENTE.

La Giunta non può nominare i membri della commissione giudicatrice del concorso pubblico
Con la sentenza n. 1048/2011 il Consiglio di Stato ha affermato che la delibera con cui la Giunta dell'Ente Locale ha designato la Commissione giudicatrice di un concorso pubblico è affetta dal vizio di incompetenza.
Con la pronuncia n. 1048 dello scorso 4 marzo, i giudici amministrativi hanno preliminarmente affermato che il provvedimento di nomina di una commissione giudicatrice di un concorso può essere impugnato dal candidato solo quando si esaurisce il relativo procedimento amministrativo e diviene riscontrabile la lesione della propria sfera giuridica: ovvero col termine delle operazioni concorsuali. In primis, dunque, deve rigettarsi l'eccezione di decadenza dal termine per impugnare la delibera provinciale con cui è stata nominata la commissione, in quanto solo dopo l'atto di approvazione della graduatoria si realizza un pregiudizio per i concorrenti e si attualizza il loro interesse alla rimozione dei componenti della commissione giudicatrice.
Premesso, dunque, la tempestività della impugnazione in quanto l'atto di nomina, di natura endoprocedimentale, può essere impugnato unitamente agli atti concorsuali, può esaminarsi la fondatezza della domanda avanzata ai giudici amministrativi.
Il Coniglio di Stato ha ritenuto affetto da vizio di incompetenza il menzionato atto di nomina poiché ai dirigenti sono attribuiti solo i compiti di attuazione degli atti di indirizzo adottati dall'organo politico.
Per questo, sussiste la responsabilità del personale dirigente per l'intera procedura concorsuale (con la conseguente esclusione di ogni interferenza dell'organo politico) solo se esso gestisce l'intero procedimento, dall'approvazione del bando fino alla stipula dl contratto con i vincitori.
I giudici, inoltre, hanno rigettato la domanda di risarcimento avanzata dal concorrente illecitamente escluso in quanto è stata formulata in modo del tutto generico, senza fornire alcuna prova degli elementi costitutivi dell'illecito (dolo/colpa, nesso di causalità, danno); non sono stati offerti al giudice nemmeno elementi indiziari, quali la gravità della violazione, il carattere vincolato dell'azione amministrativa, l'univocità della normativa di riferimento.
FONTE: CONSIGLIO DI STATO

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