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NOVITÀ NORMATIVE

EFFETTI DEL DLGS SULL'ARMONIZZAZIONE DEI BILANCI.

Lo schema di dlgs approvato a dicembre dal consiglio dei ministri in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, enti locali e dei loro enti e organismi, presenta una novità sostanziale, passata inosservata, per le regole dell'accertamento delle entrate dei comuni.
In particolare l'allegato 1 al dlgs, relativo ai principi generali o postulati, al punto 16, indica che l'accertamento delle entrate deve essere imputato «all'esercizio finanziario nel quale il diritto di credito viene a scadenza» e che «non possono essere riferite ad un determinato esercizio le entrate per le quali non sia venuto a scadere nello stesso esercizio finanziario il diritto di credito».
Per i comuni che hanno parecchie entrate collegate ad erogazioni di servizi le nuove regole per l'accertamento che si intendono applicare, porteranno ad uno sconvolgimento dei bilanci.
Per comprendere la differenza rispetto alle regole attuali, le rette o contribuzioni per servizi a domanda individuale, maturate in un esercizio ma riscosse, sulla base delle norme regolamentari, nell'esercizio successivo saranno di competenza finanziaria di quest'ultimo. Ciò vale anche per le entrate da erogazione connesse ad utenze che presuppongono una lettura o quantificazione a fine esercizio.
In precedenza il richiamato allegato 1 definisce i principi di «chiarezza e comprensibilità». Come può ritenersi comprensibile dagli utilizzatori un bilancio che rileva la spesa in un esercizio e parte dei proventi connessi in quello successivo?
Il nuovo concetto di accertamento dovrà inoltre essere applicato dalle Istituzioni e dagli altri organismi strumentali dell'ente locale come è disposto dal comma 2 dell'art. 2 dello schema di dlgs.
Lo schema di dlgs dispone l'affiancamento alla contabilità finanziaria di schemi di contabilità economico-patrimoniale «ispirati a comuni criteri di contabilizzazione». Il nuovo concetto di accertamento nulla a che fare con il criterio di contabilizzazione dei ricavi e proventi volendo applicare un sistema misto di competenza e cassa che porterà solo a confusione e ad ulteriore difficoltà a comprendere i risultati delle singole gestioni.
Il dlgs 77/95 aveva ricondotto la competenza finanziaria delle entrate al concetto di nascita del diritto di credito verso terzi (vedi art. 179 del Tuel) e nei principi contabili emanati dall'Osservatorio era precisato che l'esercizio di competenza di un'entrata era quello in cui nasceva il diritto dell'ente a percepire somme di denaro da terzi. In particolare si era teso assimilare il periodo di maturazione dell'accertamento a quello della competenza economica.
Il cambio radicale viene motivato per evitare un'anticipazione di impieghi di entrate future che altererebbe gli equilibri finanziari.
Non sono certamente i pochi mesi che decorrono dalla nascita del credito alla sua scadenza ad alterare gli equilibri finanziari degli enti locali.
È necessaria una reazione da parte degli amministratori e degli operatori degli enti locali, che finora hanno purtroppo sottovalutato gli effetti della rivoluzione contabile che si vuole introdurre, per fare comprendere che la specificità delle loro entrate non può essere ricondotta a regole del tutto illogiche ai soli fini di una sia pur necessaria armonizzazione dei sistemi contabili pubblici.
FONTE: ITALIA OGGI

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