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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO MORBIDO GRAZIE ALLE REGIONI

Le regioni potranno autorizzare gli enti locali residenti sul proprio territorio a peggiorare il proprio saldo attraverso un aumento dei pagamenti in conto capitale compensato da una riduzione di pari importo dell'obiettivo programmatico regionale in termini di cassa o di competenza. La legge di conversione del dl milleproroghe (legge n. 10/2011) ha modificato la disciplina del patto regionale verticale.
Essa è stata introdotta per il solo anno 2009 dall'art. 7-quater, c. 1-3, della legge 33/2009 ed è stata poi estesa al 2010 dall'art. 4, c. 4-sexies, della l. 42/2010. In virtù di tali disposizioni, le regioni potevano intervenire solo a favore degli enti locali che rispettassero precisi criteri di virtuosità definiti dal legislatore statale: in particolare doveva trattarsi di enti in regola con il Patto, caratterizzati da spesa corrente decrescente e da dotazioni di personale inferiori alla media nazionale. Invero, alcune regioni hanno autonomamente modificato tali parametri, perlopiù ampliando la platea degli enti beneficiari. Successivamente è intervenuto l'art. 1, c. 138, della legge di stabilità (l. 220/2010), il quale, nel dettare la disciplina a regime del Patto regionale verticale, ha eliminato qualsiasi riferimento ai predetti criteri.
Ora, in base al nuovo comma 138-bis (introdotto dall'art. 2, c. 33, della l. 10/2011 cit.) saranno le regioni a definire «criteri di virtuosità e modalità operative» previo confronto in sede di Consiglio delle autonomie locali e, ove tale organo non sia ancora stato istituito, con i rappresentanti regionali di province e comuni.
Il nuovo comma 140 (anch'esso introdotto dal milleproroghe) ha modificato anche la tempistica dell'istituto, facendo slittare al 15 settembre di ciascun anno il termine (prima fissato al 30 aprile) entro il quale gli enti locali dovranno comunicare alle regioni (oltre che ad Anci e Upi) l'entità dei pagamenti in conto capitale extra Patto. Slitta di conseguenza anche il termine entro il quale le regioni dovranno deliberare le compensazioni e comunicarle agli enti interessati ed al Mef, che viene fissato definitivamente al 31 ottobre (in precedenza la scadenza autunnale valeva solo per il 2011, mentre dal 2012 sarebbe stata anticipata al 30 giugno).
Da notare che ora tale termine non viene più qualificato espressamente come perentorio. Il nuovo timing risulta stranamente disallineato rispetto a quello del cosiddetto Patto regionale orizzontale, la cui disciplina non è stata modificata. Tale diverso istituto, che consente a ogni regione di operare compensazioni interne al comparto degli enti locali del proprio territorio, fermo restando l'obiettivo aggregato a esso assegnato, potrà essere attivato entro il termine (perentorio) del 30 giugno di ogni anno, con possibile slittamento al 31 ottobre solo per l'anno in corso, sempre che nel frattempo il Mef adotti le linee guida previste dall'art. 1, c. 141, della l. 220/2010 cit.
Per consentire un'applicazione sinergica dei due istituti, entrambi finalizzati a riequilibrare la distribuzione territoriale dei carichi del Patto, sarebbe stato opportuno sincronizzare i rispettivi iter applicativi.
FONTE: ITALIA OGGI

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