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NOVITÀ NORMATIVE

IN SETTIMANA VIA LIBERA AL DECRETO SALVA-COMUNI

Dovrebbe approdare sul tavolo del consiglio dei ministri di dopodomani il decreto "salvacomuni" annunciato a fine dicembre, che conterrà una parte delle risposte attese da amministratori locali e cittadini. Altri interventi, a meno di un'improbabile accelerazione da parte dell'Economia, dovrebbero invece affacciarsi nelle settimane successive, sotto forma di ritocchi alla legge di conversione del decreto o del milleproroghe approvato a fine anno.
Tra le misure per dare una mano ai conti comunali, il provvedimento conterrà fin dalla sua versione originaria la proroga fino al 2012 della disciplina attuale nell'utilizzo dei proventi da permesso di costruire; gli oneri, che nonostante l'impatto della crisi dell'edilizia continuano a rappresentare una voce importante delle entrate comunali, potranno così continuare per un triennio a finanziare la spesa corrente, senza essere confinati nelle sole spese di investimento come prevederebbe la regola generale. In tempi di magra, la misura offre importanti boccate d'ossigeno ai conti comunali, anche se il finanziamento di spese fisse con entrate che dipendono da fattori congiunturali non aiuta certo gli equilibri a lungo termine.
Fin dal debutto del decreto apparirà poi il fondo (30 milioni) per coprire le penali ai comuni che hanno estinto in anticipo i propri mutui utilizzando l'avanzo di amministrazione, come previsto dall'articolo 11 del Dl 159/2007. Altri 50 milioni, invece, saranno utilizzati per alimentare la quota straordinaria sul fondo investimenti ai comuni fino a 3mila abitanti. In pratica si tratta di un bonus medio di circa 12mila euro per ogni piccolo ente, cioè una somma non enorme ma comunque importante per le ridotte dimensioni dei bilanci di questi comuni, come ha ricordato venerdì scorso il responsabile Anci per i piccoli comuni, Mauro Guerra, secondo cui «senza cambi di rotta in tempi brevi sarà messa a rischio l'autonomia e l'esistenza stessa di questi enti».
Tra le varie misure l'associazione dei sindaci ha chiesto anche il rifinanziamento del fondo per le unioni di comuni che, ha ricordato il responsabile Anci Dimitri Tasso, viaggia oggi agli stessi livelli del 2003 (20 milioni), quando esistevano metà delle unioni attuali.
Per avviare i rimborsi dell'Iva pagata sulla Tia e bocciata dalla Corte costituzionale con la sentenza 238 del luglio scorso, invece, occorre attendere che l'Economia metta a punto i dettagli del meccanismo studiato nelle scorse settimane. L'ipotesi, che si potrebbe affacciare come emendamento alla legge di conversione del decreto, prevede di rimborsare almeno l'Iva pagata nel 2008 (dovrebbe trattarsi, secondo le prime stime, di circa 150-200 milioni) attraverso il meccanismo della compensazione dei crediti erariali, tramite le dichiarazioni dei redditi. La partita è delicata, anche perché bisogna garantire il rimborso sia a chi presenta l'Unico o il 730 sia a chi, dipendente senza altri redditi, non è tenuto a compilare la dichiarazione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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