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NOVITÀ NORMATIVE

CON IL FEDERALISMO FISCALE REGIONALE ENTI A RISCHIO.

Con il passaggio al federalismo fiscale regionale, i comuni potrebbero perdere circa 5 miliardi di euro di trasferimenti regionali per lo svolgimento delle funzioni fondamentali.
I lavori sul federalismo fiscale regionale, che si svolgono in questi giorni presso la Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale, coinvolgono indirettamente anche i comuni poiché sono in ballo 5 miliardi di euro di trasferimenti che ogni anno le Regioni versano ai comuni del proprio territorio per lo svolgimento di funzioni fondamentali.
I comuni potrebbero, infatti, perdere queste somme in quanto, in nome dell'autonomia impositiva, le regioni non riceveranno più trasferimenti dallo stato.
A tal proposito, i comuni chiedono la fiscalizzazione dei contributi e l'affidamento del compito della loro quantificazione ad un soggetto terzo, quale la COPAFF.
Ma proprio secondo quest'ultima, i trasferimenti fiscalizzabili non sarebbero i 5 miliardi di euro citati sopra ma solo 2,5 miliardi.
Questa divergenza di cifre, al centro dei lavori della Bicamerale, origina dal fatto che in Italia non esiste un sistema contabile unico nella p.a. Per cercare di porre rimedio a questa discrasia, i comuni hanno chiesto di accelerare sull'istituzione della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, prevista dalla Legge n. 42/2009 al fine di unificare il linguaggio contabile di comuni, province, regioni e stato.
FONTE: ITALIA OGGI

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