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NOVITÀ NORMATIVE

COMUNI E FEDERALISMO DEMANIALE.

Il provvedimento con l'elenco dei beni esclusi dalla devoluzione per "comprovate ed effettive finalità istituzionali" è atteso in Conferenza Unificata il prossimo 24 marzo, quando gli amministratori locali dovrebbero offrire un primo via libera condizionato, però, dall'avvio di una verifica bilaterale sugli immobili inseriti negli elenchi. Il passo avanti che si spera di fare in occasione della Conferenza Unificata è necessario al Governo per collocare un altro tassello nel puzzle di attuazione del federalismo. Come è più o meno noto, la vicenda del federalismo demaniale ha avuto inizio con il primo d.d.l. risalente al 2001, quando il patrimonio era ancora tutto da esplorare, per approdare, nel 2008, all'avvio della sua prima ricognizione e degli studi sugli immobili disponibili e su quelli in uso governativo indisponibili. Per censire tutti i beni sia incedibili che trasferibili, il Demanio si è avvalso della collaborazione di tutte le pubbliche amministrazioni alle quali ha chiesto quali dei beni loro assegnati fossero effettivamente utilizzati. Queste si sono basate sulle risultanze documentali non sempre aggiornate, il che spiega perché i sindaci, gli unici ad avere chiara la situazione sul proprio territorio, abbiano fatto rilevare parecchie incongruenze negli elenchi. Il problema è anche un altro: l'elenco dei beni trasferibili non comprende gli edifici importanti e valorizzabili di cui si è sempre parlato, ma sembra costituito semplicemente da beni invendibili e in gran parte inutilizzabili. Se l'offerta dello Stato ai municipi si limita a questo, saranno in molti a mostrare una certa delusione per le possibilità di "valorizzazione"aperte dal federalismo. Per questo assume un ruolo di primo piano la verifica paritetica effettuata dalle amministrazioni locali che dovrà portare alla scrittura di elenchi definitivi. L'Anci ha chiamato a raccolta i sindaci affinché segnalino gli errori e le inesattezze degli elenchi attuali e indichino i beni demaniali interessanti finora dimenticati dal censimento. Solo dopo aver raggiunto una base dati condivisa sarà possibile far partire i provvedimenti per gli effettivi passaggi di proprietà.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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