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civica

NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' SUI FONDI DECENTRATI.

Gli enti locali non sono tenuti a recuperare le somme erogate a titolo di produttività ai sensi dell'articolo 15, comma 2, del Ccnl 1.4.1999 successivamente alla data del 31 maggio scorso.
La deliberazione 24.2.2011, n. 109 della Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia sta suscitando un comprensibile allarme tra le amministrazioni e viene letta come fondamento per operazioni di riduzione dei fondi della contrattazione decentrata (o, meglio, di mancato incremento), analoghe a quelle previste dall'articolo 9, comma 4, del dl 78/2010, convertito in legge 122/2010.
Sulla scorta di tale disposizione, la magistratura contabile, in linea con la Ragioneria generale dello stato, ha ritenuto lecito il pagamento dell'incremento delle risorse decentrate di parte variabile, previsto dall'articolo 4 del Ccnl 31.7.2009 solo se effettuato appunto prima del 31 maggio 2010. Per contro, le amministrazioni, laddove non avessero ancora distribuito le somme connesse, avrebbero dovuto eliminarle dal fondo contrattuale, mentre se lo avessero distribuito, dovrebbero procedere al suo recupero.
La delibera 109/2011 della sezione Lombardia si può, in effetti, prestare ad essere letta nel senso che le medesime conseguenze discendenti dall'articolo 9, comma 4, della manovra economica 2010 ricadano anche sull'articolo 15, comma 2, del Ccnl 1.4.1999, poiché anche l'incremento facoltativo della parte variabile delle risorse decentrate previsto da tale norma comporterebbe un aumento delle risorse contrattuali superiore del 3,2%.
In particolare, induce a tale conclusione il passaggio nel quale il parere afferma: «l'ente locale soggiace a quanto disposto dall'art. 9, comma 4, della legge 30 luglio 2010, n. 122, a tenore della quale, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto convertito, non si potrà procedere ad alcuna integrazione del fondo che determina incrementi retributivi sopra la soglia consentita dalla legge e le eventuali integrazioni disposte ai sensi dei citati artt. 4 comma 2 (Ccnl 2009) e 15 comma 2 (Ccnl 1999) non potranno essere distribuite, formando oggetto di riduzione del fondo medesimo».
Tale tesi, tuttavia, non può essere condivisa. In primo luogo, perché il parere si riferisce a un caso concreto: un comune che aveva deciso di non incrementare nel 2009 il fondo contrattuale ai sensi dell'articolo 15, comma 2, del Ccnl 1.4.1999, per avvalersi solo dell'articolo 4, comma 2, del Ccnl 31.7.2009, che non aveva, tuttavia, erogato ancora alla data di entrata in vigore della manovra finanziaria estiva 2010. Tale comune ha chiesto se, allora, fosse possibile «convertire» l'incremento di cui all'articolo 4, comma 2, nell'incremento (deciso ex post), sotto il diverso titolo dell'articolo 15, comma 2.
L'avviso negativo della Corte dei conti pare riferito non all'impossibilità assoluta di utilizzare l'incremento facoltativo di cui all'articolo 15, comma 2, ma, rispondendo al quesito specifico, al concreto tentativo di eludere gli effetti della manovra, modificando ad hoc il titolo dell'incremento del fondo. Tanto è vero che il parere, nella parte finale, riconosce espressamente che la manovra 2010 blocca per tre anni l'ammontare complessivo delle risorse decentrate, compresa la parte variabile, implicitamente riconoscendo che essa è ammissibile, anche per quella frazione composta da incrementi facoltativi.
In secondo luogo, anche volendo dare al parere della sezione valore generale, la lettura restrittiva da esso desumibile si rivelerebbe irrimediabilmente errata. Infatti, l'incremento facoltativo di cui all'articolo 15, comma 2, del Ccnl 1.4.1999 è sicuramente legittimo e non intaccato dalla manovra 2010, per almeno due ragioni. La prima è data dall'articolo 40, comma 3-quinquies, del dlgs 165/2001, a mente del quale «gli enti locali possono destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa nei limiti stabiliti dalla contrattazione nazionale e nei limiti dei parametri di virtuosità fissati per la spesa di personale dalle vigenti disposizioni, in ogni caso nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilità e di analoghi strumenti del contenimento della spesa»: norma che legittima a regime la previsione del comma 2 e anche del comma 5 dell'articolo 15 del Ccnl 1.4.1999.
La seconda discende dalla lettura testuale delle norme. L'articolo 9, comma 4, della legge 122/2010 impone il divieto di incrementi ulteriori al 3,2% per «i rinnovi contrattuali per il biennio 2009-2009». Tale previsione non può che riguardare la sola contrattazione nazionale collettiva, ma non quella decentrata, fonte di applicazione dell'articolo 15, comma 2. Infatti ai sensi dell'articolo 5, comma 1, ultimo periodo, del Ccnl 1.4.1999 la contrattazione decentrata concorda sull'utilizzo delle risorse decentrate «con cadenza annuale». Non si tratta, dunque, di un rinnovo biennale, il che dimostra l'estraneità della contrattazione decentrata dalla fattispecie.
FONTE: ITALIA OGGI

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