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NOVITÀ NORMATIVE

RIDUZIONE DELLE CONSULENZE ANCHE NEGLI ENTI LOCALI.

Il taglio dell'80% alle spese per la consulenza riguarda anche gli enti locali e le partecipate contenute nell'elenco Istat e, come norma di principio, si estende a regioni, sanità e province autonome, ma salva gli uffici di staff dei ministri e le strutture di missione della presidenza del consiglio.
A precisare i confini della super-stretta su incarichi e contratti è la Funzione pubblica, che nella circolare 3/2011 disegna un ambito applicativo ampio ma con eccezioni al taglio disposto con la manovra dell'estate scorsa (articolo 6, comma 7 del Dl 78/2010).
L'estensione della norma nella lettura della Funzione pubblica è ampia non solo perché ne certifica l'applicazione a comuni e province, sulla base del presupposto che la spesa da contenere è quella registrata dal Sec 95, il sistema che guida l'analisi dei conti in sede europea; a finire sotto la tagliola è un'ampia tipologia di contratti, indicati dalle sezioni unite della Corte dei conti in una delibera (la n. 6/2005) richiamata da Palazzo Vidoni. Gli incarichi di studio sono quelli che richiedono una relazione scritta, quelli di ricerca «presuppongono la preventiva definizione del programma da parte dell'amministrazione», e le consulenze sono tutte quelle che prevedono «la richiesta di un parere a un esperto esterno».
L'applicazione agli enti locali rappresenta un allargamento deciso rispetto ai limiti alle consulenze in vigore fino al 2010, che (anche per mettere al riparo la stretta da possibili dubbi di costituzionalità) escludeva comuni e province insieme alle regioni.
Il richiamo all'elenco Istat delle pubbliche amministrazioni, previsto dalla norma estiva, crea comunque qualche problema, perché nella lista redatta dall'istituto di statistica trovano spazio per esempio solo poche delle società partecipate dagli enti locali, mentre ne restano escluse altre del tutto analoghe.
La riduzione dell'80% si applica rispetto alla spesa «impegnata» (anche se non effettuata) nel 2009, ma non riguarda gli uffici «di diretta collaborazione» dei ministri: per loro, sostiene la circolare, esiste già una normativa definita (dettata dall'articolo 14, comma 2 del decreto legislativo 165/2001), che "supera" quella fissata dalla manovra estiva.
Ragionamento analogo riguarda le strutture di missione della presidenza del consiglio che trovano già nei provvedimenti istitutivi l'indicazione del «contingente di personale da utilizzare mediante conferimento di incarichi».
La struttura di missione "prestata" al ministero della semplificazione normativa, per esempio, ha una dotazione di 6 dirigenti e 25 non dirigenti, a cui si possono aggiungere 6 consulenti. Per le esigenze della struttura di missione possono essere nominati non più di 6 consulenti o esperti. Quella per il «rilancio dell'immagine dell'Italia», invece, può contare fino a 9 persone più un consulente.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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